Paura nel Golfo, il racconto di Mancini:
«Esplosioni vicine, scappati dalla chiesa»

GUERRA - L'ex Ct azzurro descrive il clima di terrore a Doha dopo l'attacco all'Iran: «Alert sui telefoni e città deserta, siamo chiusi in casa»

Roberto Mancini

«Eravamo a messa quando all’improvviso sono arrivati gli alert che ci dicevano di tornare a casa».
Inizia così il drammatico racconto di Roberto Mancini, ex Ct della Nazionale italiana, oggi allenatore dell’Al-Sadd in Qatar dallo scorso novembre, che si è trovato nel cuore della tempesta geopolitica che sta scuotendo il Medio Oriente.
Le immagini trasmesse dal Tg1 e postate sui social dal tecnico jesino restituiscono il clima di una Doha spettrale, segnata dal boato delle esplosioni e dalle colonne di fumo che si stagliano all’orizzonte.

La tensione, nell’aria già da ore a causa dell’imponente dispiegamento di forze nel Golfo dopo l’offensiva di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è diventata realtà sabato mattina. «Ha iniziato a suonare l’allarme sul telefono, con scritte in arabo – ha spiegato Mancini -. Ne sono arrivati cinque o sei. Poco dopo abbiamo iniziato a sentire le esplosioni».
Il tecnico si trovava in chiesa per la funzione religiosa quando il sistema di emergenza nazionale ha invitato tutti i cittadini a rientrare immediatamente nelle proprie abitazioni.

Insieme a Mancini, vivono ore di grande apprensione anche i membri italiani del suo staff, tra cui Massimo Maccarone e Christian Lattanzio. Nonostante i segnali dei giorni scorsi facessero presagire il peggio, la speranza era riposta nella diplomazia. «Speravamo che potesse avere la meglio. Ora speriamo bene, insomma» ha concluso il tecnico.

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