Strade a 30 all’ora e più tutele:
la Fondazione Scarponi sostiene la riforma

ANCONA - Un cambio di paradigma: meno velocità, più responsabilità e maggiore prevenzione per ridurre vittime e feriti sulle strade

(foto d’archivio)

Basta chiamarli incidenti: sulle strade si può e si deve fare prevenzione. E’ la posizione della Fondazione Michele Scarponi, che accoglie con favore la proposta di legge recentemente presentata alla Camera dei Deputati, che introduce modifiche al Codice della Strada con l’obiettivo di rafforzare la tutela di pedoni, ciclisti e utenti vulnerabili e promuovere la mobilità attiva. Per la Fondazione si tratta di un cambio di paradigma: al centro non più il traffico, ma la sicurezza delle persone. Tra i principi cardine del testo figura la gerarchia delle responsabilità, secondo cui chi conduce veicoli in grado di causare danni maggiori assume una responsabilità proporzionata al rischio generato.

Tra le misure previste: il limite di 30 km/h come regola nelle strade urbane di quartiere; il rafforzamento della precedenza ai pedoni; maggiori tutele per i ciclisti; l’obbligo di dispositivi anti-angolo cieco per i mezzi pesanti; l’istituzione di un Fondo nazionale per la mobilità attiva; l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione e formazione sulla sicurezza stradale. Particolarmente significativa, per la Fondazione, è la scelta di sostituire nel linguaggio normativo il termine “incidente” con “scontro stradale”, per sottolineare che non si tratta di fatalità inevitabili ma di eventi prevenibili.

«Questa proposta introduce un principio fondamentale: la strada è uno spazio di responsabilità. La sicurezza non può essere affidata al caso. Ridurre la velocità, proteggere gli utenti vulnerabili e riequilibrare le responsabilità significa scegliere la vita. È un passo importante per fermare quella che non possiamo più chiamare fatalità, ma strage evitabile», afferma Tommaso Rossi, avvocato e curatore della rubrica “Difendiamo la strada di tutti”.

Sulla stessa linea Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione: «La sicurezza non è un’ideologia, è una scelta di civiltà. Da anni lavoriamo nelle scuole e nei territori per diffondere una cultura del rispetto e della responsabilità. Questa proposta va nella direzione giusta: proteggere chi è più fragile e costruire città più sicure non è una battaglia contro qualcuno, ma una scelta di civiltà. Ogni norma che può salvare anche una sola vita merita attenzione e confronto serio».

La Fondazione esprime inoltre un ringraziamento ad Andrea Colombo, tra i redattori della proposta di legge, per il contributo alla stesura di un testo che affronta in modo sistemico il tema della sicurezza stradale e della mobilità attiva, sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni, esperti e società civile per costruire riforme solide e condivise. Per la Fondazione Michele Scarponi, da anni impegnata nella promozione della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, la proposta rappresenta un’occasione concreta per allineare l’Italia agli standard europei più avanzati, ridurre il numero di vittime e feriti gravi e costruire città più sicure, vivibili e giuste. L’auspicio è ora quello di un confronto parlamentare serio e costruttivo, capace di migliorare ulteriormente il testo e raccogliere il più ampio consenso possibile. «Difendere la strada di tutti – conclude la Fondazione – significa trasformare il dolore in impegno, la memoria in responsabilità».

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