Domani, sabato 7 marzo alle ore 16 ad Ancona si terrà la manifestazione regionale “Le Marche per la Pace: disarmiamo il linguaggio, l’economia, la scuola”, promossa dal Forum permanente per la pace Marche, che riunisce oltre quaranta organizzazioni, movimenti e partiti. Il corteo partirà da piazza IV Novembre al Passetto per arrivare in piazza Cavour. Gli organizzatori esprimono forte preoccupazione per il crescente ricorso alla forza nei rapporti internazionali e per l’indebolimento del diritto internazionale. Denunciano le gravi conseguenze delle guerre e ribadiscono il valore assoluto della vita umana, opponendosi a genocidi, deportazioni, pulizie etniche e a ogni forma di violenza che distrugge dialogo, ragione e convivenza. «Vogliamo dire no alla violenza che è sopraffazione, distruzione della ragione, del dialogo, della ricerca della reciproca comprensione e del bene comune. No alla guerra che istituzionalizza la violenza: Stati contro Stati, popoli contro popoli, la celebrazione lugubre della morte contro la bellezza della vita, della reciproca conoscenza e convivenza. Diciamo no ad un inaccettabile processo di riarmo» si legge nella nota di Forum permanente per la pace Marche.
I promotori rifiutano inoltre la militarizzazione della cultura e della scuola e chiedono di investire invece nello sviluppo umano e nella lotta alla povertà. Il Forum propone di rilanciare un percorso di disarmo e di promuovere una cultura della pace, anche attraverso la creazione di Corpi civili di pace per una difesa non armata e nonviolenta. «Vogliamo la libertà dei popoli e delle persone, l’autodeterminazione, la giustizia sociale: crediamo fermamente che si debba progettare, in piena libertà, la propria vita e quella degli Stati.- prosegue il comunicato – Non sono principi astratti ma esprimono il solo realismo possibile per bloccare una deriva che ci sta portando a una nuova esplosione di guerre, al ritorno della logica della paura, del tutti contro tutti, alla demolizione del diritto internazionale e delle istituzioni sovranazionali».
I manifestanti richiamano infine l’urgenza di fermare i conflitti in corso, chiedendo un cessate il fuoco in Ucraina, la fine delle violenze a Gaza e una soluzione pacifica per le molte guerre dimenticate nel mondo. Spiegano di essere a sostegno della libertà «del popolo iraniano, nel rispetto della sua autodeterminazione, senza nuove aggressioni esterne foriere di danni incalcolabili, e del popolo Curdo». L’appello è quindi rivolto a cittadini, giovani, educatori, organizzazioni religiose e forze sociali e politiche affinché si impegnino nella costruzione di una società fondata sulla pace, sulla democrazia e sulla cooperazione internazionale. «Siamo fiduciosi e rigorosamente nonviolenti, siamo la maggioranza nel nostro Paese e nel mondo, vogliamo decidere noi il nostro futuro, illuminando con la nostra vita e le nostre scelte l’unico sentiero che realisticamente lo rende possibile» concludono.
Anche a Fabriano, domani mattina alle ore 11 in piazza del Comune è in programma un flash mob «per far sentire la voce dei popoli che non sopportano violenze e guerre». L’iniziativa si ispira ai valori della Marcia Perugia – Assisi e tutti i partecipanti sono invitati a portate una bandiera, un manifesto o un cartello che proponga idee per la pace. «Si chiede di portare un messaggio di pace da leggere in piazza perché dobbiamo continuare ad alimentare il pensiero e la resistenza contro ogni male. Sosteniamo le lotte non violente dei popoli perché sappiamo che la storia ci ha insegnato che la guerra non ha risolto nulla: Iraq, Afghanistan, Vietnam, Corea sono lezioni che i nostri governi si ostinano a non ricordare perché i loro interessi non sono i diritti delle persone. Noi ci mobilitiamo a difesa della nostra Costituzione perché l’articolo 11 non è un vuoto proponimento ideale ma un impegno concreto» scrive in una nota il consigliere comunale di Fabriano Pregressista, Lorenzo Armezzani, che sarà presente.
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