Avere un riscontro dai cittadini sul proprio operato e confrontarsi su come poter migliorare anche in futuro le proprie le attività. A quasi fine mandato, la Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes ha deciso di redigere un questionario, anonimo, a 24 domande, per la popolazione lauretana su quanto è stato realizzato dalla stessa Fondazione e soprattutto per avere dei consigli su come ed in quali contesti la città può essere migliorata e svilupparsi. «Vorremmo capire se la nostra attività è stata utile per Loreto e se siamo stati sufficientemente incisivi nel supportare il suo percorso, sulla base quanto abbiamo svolto negli anni e sulle effettive realizzazioni che abbiamo portato a termine» spiega il presidente delle Opere Laiche Federico Guazzaroni.
Insomma, il questionario è un tentativo di ‘parlare’ con la cittadinanza, capire in che cosa si è riusciti e quale percorso sarà possibile intraprendere in futuro. «Anche una istituzione privata come la nostra, non solo quelle pubbliche, ha delle responsabilità verso i cittadini e siamo convinti – riprende Guazzaroni – che le loro risposte aiuteranno la Fondazione ad orientarsi con ancora maggiore precisione rispetto agli auspici della popolazione lauretana». Una sorta, pertanto, di cartina di tornasole per l’operato del CdA delle Opere Laiche.
«Non si tratta – dice ancora Guazzaroni – di una iniziativa voluta per specchiarsi in ciò che abbiamo fatto ma per capire cosa è risultato soddisfacente o in cosa, invece, si poteva fare diversamente». Di qui le domande sui progetti compiuti dalle Opere Laiche come Loreto Young, l’oasi di Scossicci, la linea di prodotti farmaceutici ‘Santa Casa’, il Servizio Civile, per capire cosa è stato centrato e in che modo, dando voce a tutte le fasce di età alla provenienza geografica dei partecipanti sul territorio lauretano. «Ci siamo sempre messi in discussione in questi cinque anni, e con il questionario abbiamo proseguito sulla medesima strada, investendoci delle necessarie responsabilità rispetto alla cittadinanza che abbiamo servito». Il questionario è compilabile accedendo ad un link sul sito della Fondazione o su Facebook o grazie ad un Qr Code che sarà possibile reperire nel giornale della Fondazione di prossima uscita.
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