Deleghe anche per i consiglieri comunali.
«La prima pratica? Variazione di bilancio»
di Sabrina Marinelli
Sindaco Massimo Olivetti, come mai la riconferma alla guida del Comune di Senigallia è stata per lei una sorpresa? «I risultati elettorali a Senigallia, sia delle regionali che delle politiche, non ci davano grosse aspettative, l’unica speranza era che il cittadino votasse pensando alla città e non all’ideologia, e così è stato».
Qual è stata la sfida più complessa che ha dovuto affrontare nel corso della campagna elettorale? «Non c’è stato un vero ostacolo, anche perché la grande squadra che avevamo composto mi ha aiutato tantissimo».
Cosa le ha dato più soddisfazione? «La grande affermazione delle liste civiche. Da lì è emerso in modo plastico che gli elettori hanno scelto non secondo l’appartenenza, ma in base a quanto fatto e quanto proposto».
Il ricordo più bello che porterà con sé? «Il continuo contatto con la gente, che mi ha occupato intere giornate».
Come spiega l’eccezionale consenso delle liste civiche, capaci di superare insieme il 27%? «Il risultato delle mie due civiche è stato incredibile, specie se a questi voti si sommano i circa mille che sono stati espressi sul mio nome senza alcuna lista».
Tutto merito suo? «In realtà avevo lavorato molto nella formazione delle due liste perseguendo due scopi: avere squadre che sapessero intercettare il maggior numero di preferenze di chi non votava “per partito preso” e che riuscissero ad avere una forza tale (come poi accaduto) per portare in Consiglio la voce della parte moderata, libera da vincoli. E’ evidente che l’esito del voto ha dimostrato che gli elettori hanno apprezzato questa impostazione, grazie anche all’enorme lavoro fatto dai tanti candidati che ancora ringrazio per il loro impegno».
Al loro interno, però, sono presenti politici anche di lungo corso? «Sulle liste civiche posso dire che sono civiche e non riconducibili ad alcun partito politico».
Parliamo del nuovo esecutivo: è stato più facile vincere o comporre la Giunta? «In realtà la squadra, una volta letti i risultati elettorali, era praticamente già fatta, per cui nessuna difficoltà».
Come mai tra le deleghe non troviamo la Pubblica istruzione? «Non c’è la dicitura, però è ricompresa nella delega alle Politiche educative che è stata assegnata a Massimo Bello».
In campagna elettorale aveva annunciato una nuovo assessorato alla Casa che, al momento, non vediamo, come mai? «Le politiche abitative da sempre rientrano nell’area del Welfare assegnata a Lara Landi. E comunque ci sono delle deleghe che specificheremo meglio in seguito».
C’è qualche candidato che avrebbe voluto inserire nella compagine di governo ma che, a causa dei meccanismi delle preferenze, è rimasto escluso? «Sono diverse le persone che avrei voluto con me in Giunta ma che per motivi di numeri non sono riuscito ad avere, tra tutti penso a Nicola Regine, che nel primo mandato ha assunto con grande professionalità e capacità il suo ruolo di assessore».
Al contrario, c’è qualcuno di cui avrebbe fatto volentieri a meno ma che ha dovuto inserire per garantire gli equilibri della coalizione? «Assolutamente no».
Come pensa di non disperdere l’esperienza di chi, pur avendo dato un contributo decisivo alla vittoria, non sarà in Giunta? «La forza di qualsiasi Amministrazione è proprio quella di saper coinvolgere e valorizzare tutti i componenti della struttura (dagli assessori ai consiglieri) e credo questo sia l’obiettivo cui tendere, ma sono convinto che si dovrà fare ancora di più: coinvolgere in modo fattivo anche chi non è stato eletto. Avevamo risorse umane davvero importanti che non possono essere lasciate a se stesse».
Valorizzarle in che modo? «Distribuirò deleghe a quanti più possibili consiglieri».
La scelta di tenere per sé Bilancio, Protezione civile, Polizia locale e Sport, a cosa è dovuta? «Sono settori in cui ho intenzione di incidere personalmente, per poi magari lasciarli in un secondo momento agli assessori, che peraltro già ora hanno tante materie di cui occuparsi».
La delega allo Sport è stata al centro di polemiche con Forza Italia: per questo motivo ha preferito non assegnarla ad altri? «No, ho scelto di tenere lo sport per cercare di ricucire alcune posizioni non legate alla politica. Spero che queste divisioni emerse in modo evidente in fase elettorale possano essere superate».
Perchè Forza Italia non è in Giunta? «Semplicemente per una questione di rappresentanza. Avevano detto che avrei formato la squadra di Governo in base alla volontà degli elettori che sarebbe uscita dalle urne. Comunque Forza Italia avrà un ruolo importantissimo in altre strutture partecipate dal Comune, che si occupano di diverse materie tra cui l’impiantistica sportiva».
La conferma di Campagnolo per la Lega a discapito di Santarelli, più votato del partito, riguarda solo le quote rosa? «La soluzione Campagnolo, per quello che aveva fatto nella precedente Amministrazione e per l’esito del risultato elettorale, era l’unica percorribile. Ciò non toglie che ho grandissima stima di Luca Santarelli, cui riconosco grandi doti politiche».
Dobbiamo aspettarci rimpasti di Giunta in futuro? «E’ definitiva ma, ovvio, non è detto rimanga inalterata per tutto il mandato».
Può spiegarci la nuova delega assegnata al consigliere Alessandro Cicconi Massi, che farà da tramite tra Coniglio e Giunta? «E’ fondamentale creare una sinergia tra Giunta e Consiglio, ma soprattutto vista la qualità degli eletti questa collaborazione tra assessori e consiglieri porterà grande giovamento al bene comune».
La prima pratica da affrontare? «Sicuramente la variazione di bilancio».
I 7,5 milioni di euro di risorse disponibili come li spenderete? «Inizieremo, come siamo abituati a fare, una riflessione comune per poter giungere nel più breve tempo a possibile a fare le scelte».
Ponte Garibaldi: come sarà e quando partirà il cantiere? «Nei prossimi giorni riprenderemo il dialogo, mai interrotto e sempre serrato con il commissario Babini, per vedere se riusciamo a portare miglioramenti al progetto, ma nel contempo per sollecitare l’inizio dei lavori».
Per il cartellone estivo, rimasto un po’ sguarnito, cosa dobbiamo attenderci? «E’ ovvio che avevamo già preso contatti prima dell’elezione, proprio per avere progetti pronti appena eletti. Siamo in procinto quindi a metterli in atto. Presto li annunceremo».
Il secondo mandato offre spesso una maggiore serenità amministrativa, senza la pressione del bis. Si sente più autonomo nelle sue scelte? «In realtà anche nel primo mandato mi sono sentito molto libero e non condizionato dalla ricerca del consenso a tutti i costi, per cui non credo cambierà nulla».
Guardando al futuro e considerando le prossime scadenze elettorali nazionali, sta valutando una sua partecipazione alle politiche? «Voglio troppo bene a questa città ed a lei debbo molto. Qui con Cecilia, mia moglie, abbiamo scelto di creare la nostra famiglia, qui è iniziato il mio lavoro, qui mi è stata data la possibilità di intraprendere questa bellissima esperienza amministrativa, per cui penso solo a Senigallia».
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