Omicidio in Pakistan con il kalashnikov:
arrestato un 26enne

ANCONA - L'uomo era ricercato da oltre un anno per una disputa fondiaria finita nel sangue. È stato rintracciato dalla Squadra Mobile dorica e rinchiuso a Montacuto

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Un omicidio commesso dall’altra parte del mondo e una fuga terminata tra i vicoli del capoluogo marchigiano: è quanto emerso dall’operazione della Polizia di Stato di Ancona, che ha portato all’arresto ai fini estradizionali di un cittadino pakistano di ventisei anni. Il giovane era ricercato internazionalmente da oltre un anno, accusato di aver freddato un rivale in patria nel corso di una sanguinosa disputa fondiaria che vedeva contrapposti alcuni membri della sua famiglia.

L’attività investigativa, coordinata dalla Squadra Mobile di Ancona in sinergia con il Servizio Centrale Operativo e l’Interpol di Roma, ha permesso di chiudere il cerchio attorno al ricercato, individuato e bloccato proprio nel capoluogo dorico. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità pakistane, il delitto risalirebbe al duemilaventidue. Quel giorno, armato di un kalashnikov, il ventiseienne avrebbe aperto il fuoco contro il suo avversario, uccidendolo sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate. Non contento, secondo le accuse, l’uomo avrebbe continuato a sparare all’impazzata contro chiunque si trovasse nei paraggi, seminando il panico per garantirsi una via di fuga.

Dopo il blitz che lo ha portato in manette, l’uomo è stato accompagnato presso gli uffici della Questura di Ancona per gli accertamenti di rito e le procedure di identificazione. Al termine delle formalità, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il cittadino pakistano è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ancona – Montacuto. Lì rimarrà in attesa che l’iter burocratico per l’estradizione faccia il suo corso, permettendogli così di fare ritorno in Pakistan per rispondere dell’accusa di omicidio davanti ai magistrati del suo Paese.

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