Cantiere per la riqualificazione
dell’affaccio panoramico sotto il Duomo:
riemergono tracce del passato
Tra arredi urbani moderni, essenze aromatiche e nuove sedute in pietra, la riqualificazione dell’area di via Papa Giovanni XXIII, sotto il Duomo di Ancona, si preannuncia come un ponte tra le epoche. L’area si trova nel quartiere Guasco ed è classificata a rischio archeologico perché custodisce i resti all’antica città greco-romana e medievale, anche di edifici religiosi, come l’antico complesso conventuale di Santa Maria del Carmine, distrutti durante la Seconda Guerra mondiale. Infatti, i lavori per la riqualificazione dell’affaccio panoramico, partiti nello scorso mese di giugno nell’area adiacente lo Scalone Nappi, hanno fatto riaffiorare durante gli scavi testimonianze del passato. «Nel corso di tali attività sono emersi rinvenimenti archeologici costituiti da murature e pavimentazioni, circostanza che comporta la necessità dell’esecuzione di uno scavo archeologico, come richiesto dalla Soprintendenza nei sopralluoghi effettuati, finalizzato ad accertare l’effettiva consistenza, l’estensione e il valore dei reperti rinvenuti» si legge in una determina dirigenziale attraverso la quale il comune di Ancona affida l’incarico di valutarli alla ditta di servizi archeologici già impegnata nella sorveglianza del sito.
Per garantire la massima tutela scientifica e portare a termine l’operazione, sulla scorta delle indicazioni ricevute il Comune ha stimato 6 giornate lavorative per le operazioni di scavo archeologico, oltre alle operazioni di rilievo, elaborazione dati e produzione tavole; elaborazione della documentazione finale e il noleggio di escavatore con operatore per 2 giorni lavorativi per un importo totale di spesa di 4.957 euro circa (oltre Iva 22%). L’intervento archeologico, pur essendo un tassello tecnico nel più ampio piano di lavori, rappresenta una opportunità di conoscenza. La Soprintendenza ha già espresso parere favorevole sul progetto, sottolineando la necessità di integrare l’indagine scientifica con le operazioni di cantiere per non perdere l’occasione di valorizzare ciò che riaffiora dopo secoli di silenzio. Il progetto di recupero di questo ‘luogo del cuore’, per un costo di 137mila euro, vuole restituire ad anconetani e turisti un giardino panoramico capace di coniugare il riposo visivo con la memoria storica del complesso conventuale di Santa Maria del Carmine, con percorsi e spazi aperti che riprenderanno il tracciato delle antiche murature oggi scomparse.
(Redazione CA)
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