Un anno di Automedica
e integrazione servizio notturno Cri:
i numeri della sperimentazione

La Croce Rossa Italiana – Comitato di Senigallia traccia il bilancio di poco più di un anno di attività sul territorio e fa registrare numeri record a supporto della sperimentazione dell’Automedica (Msa) della Potes 118 dell’ospedale cittadino.
Il solo mezzo di soccorso di base (Msb) messo a disposizione dalla Cri senigalliese ha infatti collezionato ben 2.930 interventi (tra uscite dirette e supporto al personale sanitario) con oltre 45.000 chilometri percorsi, affiancando l’Automedica che nello stesso periodo ha registrato circa 1.500 interventi e più di 41.000 chilometri.
Cifre importanti per un servizio h24 fondamentale per garantire interventi rapidi a una popolazione di 44.000 residenti (oltre 90.000 nella stagione estiva) più i circa 40.000 abitanti dell’entroterra.

La sede della Croce Rossa di Senigallia
Per rispondere al meglio alla sperimentazione, la Cri ha potenziato la propria turnazione passando da h12 ad h24, contando sul lavoro dei dipendenti e sull’impegno disinteressato di circa 300 volontari, un quarto dei quali costantemente dedicato al 118, ai trasporti sanitari e alle manifestazioni.
In questo sistema integrato, che vede operare in rete Automedica, ambulanza infermieristica dell’Ast Ancona e mezzi delle associazioni convenzionate, la forza dell’automedica sta nella capacità di intervenire rapidamente e liberarsi per altri casi gravi, se non serve l’assistenza medica advanced.

Un’ambulanza della Cri di Senigallia
«E’ per questo motivo che, come presidente del Comitato Locale di Croce Rossa – spiega Andrea Marconi – vorrei rivolgere un caloroso ‘grazie’ a tutto il personale di Cri uomini e donne che servono la comunità e un ulteriore ringraziamento per l’opportunità dataci di collaborare e per aver portato sul territorio il servizio di Automedica, valore aggiunto per l’intera cittadinanza, al personale della Potes 118 dell’ospedale, nella speranza che la figura del medico di emergenza non possa mai venir meno».
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