Sayf fa ballare il Mind (Foto):
in migliaia per il rapper con la tromba

MONTECOSARO - Gran finale con la rivelazione dell'ultima edizione di Sanremo 2026: testi personali, arrangiamenti jazz e una scrittura che tiene insieme sacro e trap. Con "Buona domenica" e "Tu mi piaci tanto" il pubblico balla e canta a memoria. Nella notte il sorprendente dj set europop del duo Mind Enterprises

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Sayf

di Leonardo Giorgi

“Quando si spegne la luce, tu con chi rimani?” canta Sayf che, tra le luci che si abbassano nell’ultima notte del Mind Festival, è ben felice di restare solo a Montecosaro con le migliaia di persone (di tutte le età) arrivate alla liturgia elettronica e jazz del rapper classe 1999.

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Il cantante rivelazione dell’ultima edizione di Sanremo (superato in finalissima da Sal Da Vinci per un pugno di voti), non solo fa saltare e ballare i tanti giovanissimi sotto al palco, ma sa anche catalizzare tutta l’attenzione su di sé grazie a testi mai banali ed estremamente personali.

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Tra arrangiamenti sfrenati e ballate più sentimentali, Sayf non delude le attese e si conferma tra i migliori della sua generazione, grazie a una preparazione cantautoriale e strumentale “a tutto tondo”. La struttura del live, del resto, è pensata come un cerchio: si parte con l’intro di “Se Dio vuole”, manifesto autobiografico dell’artista, e si chiude oltre un’ora e mezza dopo con la reprise di “Occhialata Carrera”, lo stesso pezzo che aveva aperto le danze. In mezzo, Sayf fa capire perché è difficile incasellarlo: Adam Sayf Viacava, cresciuto a Rapallo, padre italiano e madre tunisina, si porta dietro tutte le influenze della musica genovese e mischia la cultura trap a una certa sensibilità jazz.

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Il cuore della serata arriva nel blocco centrale. La hit “Buona domenica” scatena la folla, prima dei momenti acustici, tra chitarra e sassofono. Sono i pezzi in cui la scrittura di Sayf mostra la corda più personale. Da lì in poi il live risale di giri. “Chic”, “Bratz” e “Raffaello” rimettono tutto in moto, “Perché piango” e “Santissimo” tengono insieme il registro sacro e quello da club che è la sua cifra più riconoscibile.

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Poi, alla fine, tocca all’attesa “Tu mi piaci tanto”. È il brano con cui a febbraio ha sfiorato la vittoria all’Ariston: primo al televoto con il 26,4% contro il 23,6% di Sal Da Vinci, ma superato nel conteggio complessivo per una manciata di decimi grazie ai voti di stampa e radio. A Montecosaro il verdetto lo riscrive il pubblico, che canta ogni parola dall’inizio alla fine. Il finale affidato a “Randa Baraonda” (un’improvvisazione sulla base di “Hit the road jack”, con Sayf alla tromba) e alla reprise iniziale.

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I Mind Enterprises

Quando si spegne la luce, insomma, Sayf resta con parecchia gente, molta della quale rimasta per il dj set del duo europop Mind Enterprises. Una lunga performance-tributo al pop e all’elettronica italiana, in un pacchetto di abbigliamento vintage, video analogici, baffi e collage di musica e cultura televisiva (dai pezzi di vecchie telecronache fino agli annunci dei palinsesti). Un finale “omonimo” e degno del festival, con il popolo del Mind rimasto a ballare fino all’ultima nota versata dalle casse.

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