La folle fuga, lo speronamento e il taser:
la ricostruzione della Procura
sulla morte di Oleksandr Muravskyi

SENIGALLIA - La nota del Procuratore Garulli chiarisce la dinamica sul decesso del 35enne. Si attende lo svolgimento dell'autopsia

Monica Garulli

«La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona procede per la morte di Oleksandr Muravskyi, nato in Ucraina in data 11.3.1991, deceduto in Senigallia in data 2.8.2026; il cittadino ucraino, attualmente residente in Polonia, si trovava sul territorio nazionale con la famiglia, per un periodo di vacanza».
Così, in un comunicato ufficiale, a nome del procuratore della Repubblica, Monica Garulli, la ricostruzione di quanto avvenuto tra la notte e l’alba di domenica scorsa.
«Dai primi accertamenti – prosegue -risulta che Oleksandr Muravskyi, nella mattina di domenica, procedesse lungo la Statale Adriatica 16 Nord, direzione Pesaro-Ancona, invadendo la corsia di marcia della direzione opposta, creando grave pericolo per gli altri utenti della strada; analoga condotta pericolosa era stata già documentata nel Comune di Fano».
Nel territorio di Senigallia, «l’autovettura condotta da Oleksandr Muravskyi incrociava una pattuglia del Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Senigallia, sempre procedendo in senso contrario, sulla corsia di marcia di pertinenza dell’auto dei Carabinieri e costringendo i militari ad una manovra di emergenza per evitare l’impatto. La pattuglia dei Carabinieri – aggiunge – si metteva all’inseguimento del veicolo; quando sembrava che Muravskyi si fosse fermato, improvvisamente ripartiva e speronava l’autoradio (la Gazzella dei carabinieri del Norm ndr). Dopo l’impatto l’autista – viene specificato – scendeva dal mezzo; i militari riuscivano ad ammanettarlo da un polso, mentre l’uomo si opponeva e si agitava con forza. Uno dei militari sparava un colpo dal taser in dotazione, che tuttavia non riusciva a contenere Muravskyi, il quale si dava alla fuga; veniva fermato a diversi metri di distanza da una seconda pattuglia di Carabinieri, poi raggiunta dai militari della prima pattuglia. Sul posto, interveniva in ausilio anche una Volante del Commissariato di P.S. di Senigallia».
Oleksandr Muravskyi «veniva bloccato e ammanettato; era richiesto, inoltre, l’intervento dei sanitari del 118 perché l’uomo continuava ad agitarsi violentemente, tanto da ferire un militare con un morso. Sedato e caricato sull’ambulanza, Oleksandr Muravskyi decedeva poco prima di giungere presso il pronto soccorso di Senigallia».
La procura fa sapere che «Si procede nelle forme di cui all’art. 335 comma 1 bis.1 c.p.p., ad attività di indagine in presenza di cause di giustificazione (adempimento di un dovere); sono in corso, in particolare, accertamenti tecnici diretti ad accertare se e come il taser abbia funzionato e quale sia la causa di morte di Oleksandr Muravskyi».
Nella giornata odierna verranno svolti gli esami autoptici, ad opera del consulente medico-legale del Dipartimento di Medicina Legale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ancona nominato dalla Procura della Repubblica di Ancona.

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