Castelleone di Suasa ricorda
i partigiani Brutti, Galassi e Maggini

LA SEZIONE ANPI commemora stasera l’82esimo anniversario della Liberazione e i tre concittadini che persero la vita nell’eccidio di Ostra

Alessandro Maggini

Castelleone di Suasa celebrerà stasera l’82esimo anniversario della Liberazione. La locale sezione Anpi dedicherà l’appuntamento, patrocinato dal Comune, al ricordo dei tre partigiani Pietro Brutti, Amedeo Galassi e Alessandro Maggini, che persero la vita ad Ostra nell’eccidio nazifascista del 6 febbraio 1944 in quella che fu la prima strage nazifascista della provincia di Ancona. Il ricordo dei martiri della Resistenza sarà onorato stasera alle 21 al Giardino del Ristorante Bellucci di Castelleone di Suasa. Oltre al presidente locale dell’Anpi Francesco Gabrielli, prenderanno parte ai lavori il sindaco di Castelleone di Suasa Carlo Manfredi e l’Anpi di Ostra rappresentata dalla presidente Lucia Paolinelli e da Andrea Storoni, che renderanno pubbliche le memorie descritte anche nel libro “fazzoletti rossi” scritto da Maria Grazia Salonna ed edito da Affinità Elettive.

«All’alba del 6 febbraio, in un massiccio rastrellamento, Ss tedesche, agenti della questura, carabinieri e uomini della milizia fascista batterono tutto il territorio ostrense, perquisendo ogni casa, alla ricerca di partigiani, sbandati e renitenti alla leva. Furono rastrellate circa 200 persone e radunate presso il Comune, alcune delle quali furono poi condotte in prigione a Jesi e tre individuate, con l’ausilio di spie, quali maggiori autorità del Gap di Ostra, condannate a morte e fucilate. – ricorda l’Assciazione Partigiani – Si trattava di Brutti, Maggini e Amedeo Galassi, il vice comandante del Gap. Maggini fu trovato in possesso di una relazione dattiloscritta, probabilmente destinata al Cln di Ancona, da cui emergeva che alcuni carabinieri non avevano ostacolato l’assalto alla caserma di Ostra».

«Dopo un processo sommario nel palazzo comunale da parte di ufficiali tedeschi e autorità fasciste, furono condannati a morte, portati sotto il muro di cinta del paese e lì fucilati. I tre vollero indossare al collo, nel momento della fucilazione, dei fazzoletti rossi, che furono consegnati alle famiglie ad esecuzione avvenuta. Prima di morire fu concesso loro di scrivere un’ultima lettera: due furono consegnate ai familiari, quella di Maggini, invece, non fu mai trovata. Proprio ad Alessandro Maggini venne in seguito intitolato il distaccamento partigiano di Ostra, i cui uomini nel maggio 1944 si ritrovarono, insieme ad altri, nel mezzo dello scontro e della strage di Sant’Angelo di Arcevia» conclude il comunicato.

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