Tutela minori a Osimo,
la vice sindaca: «Investiamo sul futuro
non solo su una voce di bilancio»
Delinea un quadro di grande complessità e impegno sociale, alla data dello scorso 15 agosto, il bilancio dell’impegno del Comune di Osimo nella tutela dei minori. I dati ufficiali indicano che 41 minori sono attualmente affidati ai Servizi Sociali comunali, di questi, 9 sono stati collocati in comunità e altri 9 inseriti in percorsi di affidamento familiare. Il resto dei ragazzi è coinvolto in una rete capillare di interventi di accompagnamento, monitoraggio e sostegno costante. L’impatto economico di queste decisioni è significativo per le casse comunali. Solo nei primi sette mesi del 2026, il Comune ha stanziato 222.082,29 euro per i collocamenti in comunità. Un dato che riflette la necessità di garantire strutture adeguate quando la permanenza nel nucleo d’origine può compromettere la crescita dei ragazzi. La spesa mensile per queste strutture si attesta infatti intorno ai 31.700 euro. La vice sindaca e assessora ai Servizi Sociali e allo Sport, Paola Andreoni, ha voluto sottolineare la natura profonda di questo lavoro. «A questi interventi si aggiungono 2 nuclei madre-figlio inseriti in comunità, per i quali sono stati sostenuti 19.320 euro dal 27 luglio al 15 agosto. -specifica Andreoni in una nota – Si tratta di percorsi di protezione che mirano non soltanto a tutelare il minore, ma anche a sostenere la madre nella riconquista delle competenze genitoriali. Sono inoltre 9 i minori inseriti temporaneamente in famiglie affidatarie, attraverso percorsi che consentono di garantire al bambino un ambiente adeguato mentre la famiglia d’origine viene accompagnata, con il sostegno dei servizi territoriali, nel recupero delle proprie responsabilità genitoriali. La spesa indicata per questo intervento è di 5.600 euro».
Paola Andreaoni sottolinea che la tutela dei minori «non coincide soltanto con i collocamenti fuori dalla famiglia. Una parte fondamentale del lavoro consiste infatti nel cercare di sostenere il nucleo familiare e prevenire l’aggravarsi delle situazioni di fragilità. Sono 13 i minori interessati da incontri protetti con i genitori, realizzati in spazi neutri e con la presenza di operatori qualificati, con l’obiettivo di recuperare e sostenere la relazione genitore-figlio nei casi di conflittualità o problematiche familiari. Altri 10 minori sono coinvolti nel servizio di educativa domiciliare e monitoraggio, attraverso progetti personalizzati rivolti al minore e al nucleo familiare. Particolarmente significativo è anche il lavoro svolto su mandato dell’Autorità Giudiziaria: sono 19 le indagini socio-familiari effettuate per il Tribunale per i Minorenni e il Tribunale Ordinario, 15 i monitoraggi su mandato dell’Autorità Giudiziaria, 9 i mandati specifici e 26 le inchieste socio-ambientali con scadenze a 15, 30 o 60 giorni. A questi si aggiungono 5 richieste di collaborazione provenienti da altri Comuni per la realizzazione di inchieste socio-ambientali».
Un quadro complesso che comprende anche 8 collaborazioni con l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni organo periferico Ministero della giustizia minorile (U.S.S.M.) e l’Ufficio di esecuzione penale esterna (U.E.P.E), 9 procedimenti ai sensi dell’articolo 31 del Testo Unico sull’immigrazione, 4 segnalazioni all’Autorità Giudiziaria Minorile dall’inizio del 2026 e 7 relazioni periodiche al Giudice Tutelare. «Dietro ogni numero c’è un bambino, una famiglia, una storia e un lavoro professionale che richiede tempo, competenza e grande responsabilità – sottolinea l’assessore Andreoni. – Questi dati ci aiutano a rendere visibile un’attività che spesso viene conosciuta soltanto quando emerge una situazione particolarmente critica. In realtà, il lavoro dei Servizi Sociali comincia molto prima e prosegue ogni giorno attraverso l’ascolto, la valutazione, il sostegno alle famiglie, il monitoraggio e il coordinamento con tutti i soggetti coinvolti. Il nostro compito non è semplicemente intervenire quando una situazione è già compromessa, ma cercare, quando le condizioni lo consentono, di costruire percorsi che permettano al minore di rimanere nella propria famiglia in condizioni di sicurezza e benessere. Quando invece questo non è possibile, il Comune assume fino in fondo la propria responsabilità, garantendo protezione e percorsi adeguati».
Anche l’impegno economico è significativo. La spesa sostenuta dal Comune di Osimo per i collocamenti in comunità nei primi sette mesi del 2026 è stata di 222.082,29 euro, cui si aggiungono 19.320 euro sostenuti tra il 27 luglio e il 15 agosto per i due nuclei madre-figlio inseriti in comunità e le ulteriori risorse destinate agli altri interventi di tutela e accompagnamento. «Sono risorse importanti – conclude l’assessore – ma quando si parla di tutela dei minori non possiamo considerarle semplicemente come una voce di bilancio. Sono investimenti sulla sicurezza, sulla dignità e sul futuro dei nostri bambini. Naturalmente dobbiamo continuare a lavorare anche sul fronte della prevenzione e del sostegno alle famiglie, perché intervenire prima significa spesso evitare situazioni più gravi e, nel tempo, anche costi sociali ed economici maggiori».
La tutela passa anche dalla prevenzione e dalle opportunità. Accanto alla presa in carico delle situazioni di maggiore fragilità, il comune di Osimo considera fondamentale investire nella prevenzione del disagio e nella costruzione di opportunità per bambini e ragazzi. Osimo può contare su una ricca realtà di società sportive, su varie progettualità come “Ci Sto? Af-fare Fatica!” e “Educare in Comune”, sui numerosi centri estivi, sulla collaborazione preziosa con il Terzo Settore e sui Centri Aquilone: realtà diverse, ma accomunate dall’attenzione ai bambini e ai ragazzi e dalla capacità di offrire occasioni di crescita, socialità, inclusione e partecipazione.
Torna alla home page



