Resta in piedi l’antenna 5G di via Tonnini:
il Consiglio di Stato annulla
tutti i provvedimenti del Comune

OSIMO - I giudici d'appello hanno ritenuto illegittimi l’atto di sospensione dei lavori e l'ordine di demolizione dell'impianto di telecomunicazioni sull’area del quartiere della Sacra Famiglia. Le Liste civicheSu la Testa critiche: «I residenti devono essere risarciti». La capogruppo di FdI, Michela Staffolani: «Sequenza di errori difficile da ignorare»

L’antenna 5G di via Tonnini, nel quartiere della Sacra Famiglia ad Osimo

Nella battaglia legale contro il comune di Osimo per l’installazione di un’antenna di telefonia mobile 5G in via Tonnini, il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Marche, dando ragione a Iliad. La decisione dello scorso 16 giugno sancisce il fallimento di tutti i tentativi di bloccare l’opera, annullando i provvedimenti di sospensione dei lavori e l’ordine di demolizione dell’impianto di telecomunicazioni sull’area nel quartiere della Sacra Famiglia. Il Comune è stato inoltre condannato a pagare 4.000 euro di spese legali alla compagnia telefonica.

La vicenda trae origine nel 2023, quando la compagnia telefonica aveva chiesto l’autorizzazione per una stazione radio base. Dopo il mancato riscontro del Comune, nel febbraio 2024 si è configurato il cosiddetto “silenzio-assenso“. A seguito delle proteste dei residenti, la risposta dell’ente locale è stata immediata: l’annullamento in autotutela del titolo e la richiesta di smantellare la struttura, sostenendo che il gestore non avesse presentato le perizie tecniche richieste dal regolamento comunale. E così iniziata la battaglia legale e a giugno 2025 il ricorso al Tar della società privata è stato accolto.E’ seguito l’appello.

Un passaggio importante della pronuncia dei giudici di Palazzo Spada riguarda intanto proprio la legittimità delle norme locali. Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che il Comune non può impone agli operatori di telefonia mobile  oneri documentali ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa nazionale. È stata ritenuta illegittima la norma del regolamento comunale che obbligava sistematicamente alla presentazione di una perizia asseverata per dimostrare l’inidoneità dei siti alternativi proposti dal Comune.

Altro elemento che ha determinato il rigetto dell’impugnativa del Comune è stata la carenza motivazionale dell’atto di annullamento del ‘silenzio assenso’. Secondo il Consiglio di Stato, l’Amministrazione comunale si è limitata a contestare l’illegittimità del titolo senza spiegare quale fosse il «concreto interesse pubblico» dietro alla scelta.

Per annullare un provvedimento già formato, infatti, il Comune avrebbe dovuto dimostrare come l’interesse collettivo prevalesse su quello del privato, bilanciando correttamente le due esigenze. La decisione dei giudici amministrativi in appello ha scatenato subito polemiche.

Le liste civiche Osimo- Su La Testa, fondate da Dino Latini, hanno attaccato la politica locale accusandola di aver scelto «l’inerzia e la rassegnazione» di fronte alle istanze dei cittadini. «Il Consiglio di Stato conferma la nostra linea. I giudici amministrativi hanno stabilito un principio chiaro: il Comune poteva bloccare le installazioni. Bastava indicare un interesse pubblico concreto e attuale, la criticità dei luoghi o la dannosità delle emissioni. In questi anni siamo stati gli unici a denunciare questa via d’uscita in ogni sede e momento, mentre la cittadinanza veniva lasciata sola» scrive in un comunicato Su La Testa – Liste civiche Osimo.

«Nessuna forza politica si è opposta con i fatti: Destra, Sinistra ed ex civici di Progetto Civico hanno voltato le spalle ai residenti. Ci davano per visionari, ignoranti o populisti per delegittimare le nostre battaglie. Hanno permesso l’arrivo delle antenne in barba agli interessi degli osimani. -prosegue la nota dei movimenti civici non rappresentati in Consiglio comunale- Con noi le antenne 5G in via Tonnini e via Molino Mensa non si sarebbero mai installateli I fatti oggi ci danno giustizia, peccato veramente che a pagare siano gli osimani. I residenti dei quartieri interessati alle installazioni delle antenne 5G devono essere risarciti» conclude Su la Testa – Liste civiche.

Ritiene «grave quanto emerge dalla sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda delle antenne di via Tonnini» anche la capogruppo di FdI Osimo, Michela Staffolani. «Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittime alcune norme del regolamento comunale e ha inoltre stabilito che il Comune ha sbagliato nell’annullare l’atto autorizzativo relativo alla richiesta di installazione presentata da Iliad. Insomma, una sequenza di errori difficile da ignorare: prima l’approvazione di un regolamento non idoneo, poi una decisione amministrativa altrettanto sbagliata.- scrive la consigliera comunale di Fratelli d’Italia-Una gestione che dimostra ancora una volta quanta poca attenzione sia stata riservata a una materia tanto delicata, che riguarda da vicino i residenti e l’intera città. Oggi a pagarne le conseguenze sono ancora una volta i cittadini osimani. Per questo è necessario fare piena chiarezza sulle responsabilità e sugli eventuali costi derivanti dalla sentenza: gli errori dell’Amministrazione non possono essere scaricati sulla collettività».

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