Stalking: rifiuta il braccialetto elettronico,
scatta il divieto di dimora in provincia
Un clima di costante terrore, fatto di minacce, insulti e improvvise intemperanze sul luogo di lavoro.
Un incubo iniziato a giugno e terminato con l’intervento della polizia che, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di reiterate condotte persecutorie ai danni di una donna residente nel capoluogo dorico.
L’attività investigativa, condotta dagli agenti della Squadra Mobile a seguito della denuncia presentata dalla vittima, ha permesso di far luce su una lunga scia di molestie e intimidazioni. L’indagato si presentava con frequenza dove la donna lavora, un negozio, assumendo atteggiamenti sempre più aggressivi e pretendendo l’intervento della vittima per risolvere questioni personali. Le sue condotte avevano ingenerato nella donna un perdurante stato di ansia e il fondato timore per la propria incolumità e per quella della figlia, costringendola a cambiare abitudini e a farsi accompagnare costantemente, per paura di incontrarlo.
L’episodio più grave è avvenuto proprio all’interno dell’esercizio commerciale. L’uomo, dopo aver insultato la donna e averla ridotta in un evidente stato di agitazione, ha colpito con forza una vetrina provocando la caduta di diversi oggetti in esposizione.
A fronte del quadro ricostruito dagli investigatori, il Gip ha disposto nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinamento alla persona offesa ad almeno 1.000 metri di distanza, prevedendo l’uso del braccialetto elettronico. Al momento di notificare l’atto, però, l’indagato si è rifiutato di indossare il dispositivo. Un no che ha fatto scattare automaticamente una stretta ancora più dura: per l’uomo è scattato infatti il divieto di dimora nell’intera provincia di Ancona.
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