La denuncia di Fillea Cgil:
cantiere lavori in tribunale,
stipendi pagati a singhiozzo
Gli oltre 20 lavoratori sono impegnati nella realizzazione del Palazzo di Giustizia di Ancona, un’opera pubblica finanziata anche con risorse del Pnrr, ma da mesi ricevono lo stipendio a singhiozzo. È la situazione denunciata dalla Fillea Cgil Ancona, che sta tutelando i lavoratori impegnati nel cantiere dell’azienda affidataria ed esecutrice dei lavori.
«Dal dicembre 2025, secondo quanto segnalato dai lavoratori, il pagamento delle retribuzioni avviene attraverso acconti e successivi saldi, con lavoratori costretti ad attendere anche un mese o più, prima di ricevere integralmente quanto maturato.- evidenzia la nota di Fillea Cgil – Non si tratta, quindi, di un episodio isolato o di un semplice ritardo occasionale. È una situazione che si trascina da mesi e che sta producendo conseguenze concrete sulla vita delle maestranze e delle loro famiglie. La vicenda assume un peso ancora maggiore perché riguarda un’opera pubblica destinata al Tribunale di Ancona e alla Procura della Repubblica e il cui intervento è inserito nell’ambito dei fondi Pnrr – Fondi Giustizia».
A rendere la situazione ancora più delicata, secondo il sindacato, è il fatto «che il cantiere è ormai vicino alla conclusione. Ed è proprio questo il momento in cui, secondo la Fillea Cgil Ancona, occorre intervenire con maggiore tempestività. Alla questione delle retribuzioni si aggiunge quella delle condizioni abitative di alcuni lavoratori provenienti da altri territori. Per alcuni di loro l’azienda ha messo a disposizione container nella zona retrostante la Cattedrale di Loreto, utilizzati come alloggi. Secondo quanto riferito dai lavoratori, le condizioni risultano fortemente critiche sotto il profilo della vivibilità e del comfort».
La Fillea Cgil Ancona sta seguendo direttamente i lavoratori e ha già contestato all’impresa la situazione relativa al pagamento delle retribuzioni. Ma il sindacato ha deciso di rivolgersi anche al Committente pubblico, chiedendo un intervento diretto e attivando gli strumenti previsti dalla normativa in materia di responsabilità solidale negli appalti. Per il sindacato, infatti, «un’opera finanziata con risorse pubbliche e Pnrr non può essere valutata soltanto in base ai tempi di realizzazione e all’avanzamento dei lavori; deve essere valutata anche sulla capacità di garantire legalità, regolarità e dignità del lavoro lungo tutta la filiera dell’appalto» conclude il comunicato.
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