Sciopero e presidio alla Beko Melano,
Schlein: «La politica deve alzare la voce»

Elly Schlein accanto al sindaco di Fabriano Daniela Ghergo al presidio del lavoratori Beko Melano (foto fb Uilm Ancona)
Al termine dell’assemblea sindacale della Beko di Melano, oggi alle 10 a Fabriano, i lavoratori si sono raggruppati in presidio avanti lo stabilimento. Tra i partecipanti al sit-in promosso da Fim, Fiom e Uilm, anche Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico. La protesta, proclamata dai sindacati, è scaturita dal mancato rispetto degli accordi da parte dell’azienda che secondo l’ultimo piano industriale dell’aprile 2025 aveva previsto ingenti investimenti per il sito di Melano, al momento non attuati come invece i 66 esuberi.
I rappresnetanti sindacali anche stamattina hanno evidenziato come a distanza di sedici mesi dalla firma al Mimit, sono stati programmati 6 giorni di chiusura dello stabilimento fabrianse, dal 23 al 30 settembre, la Cig sarà utilizzata anche nel mese di settembre e questo comporterà una riduzione della capacità produttiva che si attesterà attorno al 60%.«Abbiamo firmato l’accordo Beko perché, oltre ai sacrifici delle persone, dovrebbero esserci anche investimenti e sviluppo che garantisco una prospettiva. È la stessa logica con cui stiamo affrontando la vertenza Electrolux. È indispensabile che la politica ci sostenga, affinché queste grandi lotte diventino un paradigma: alla precarietà e alla povertà che stanno permeando il presente dentro logiche predatorie e sempre più di speculazione finanziaria, vogliamo contrapporre un futuro fatto di Lavoro, Pace e Dignità» ha dichiarata Pierpaolo Pullini (Fiom Ancona). La Beko, da parte sua, ha fatto sapere di comprendere le preoccupazioni dei sindacati ma ha voluto chiarire di non aver mai smesso di investire sullo stabilimento fabrianese nel rispetto del piano industriale.
Presenti anche i sindaci e le istituzioni del comprensorio fabrianese e limitrofo che si sono uniti nel fermo proposito di respingere il ridimensionamento industriale del distretto dell’Elettrodomestico. In prima linea Daniela Ghergo, prima cittadina di Fabriano, che già nei giorni scorsi aveva annunciato la sua adesione alla manifestazione a tutela dello stabilimento di Melano.
Tra gli altri, hanno voluto manifestare solidarietà ai lavoratori con la loro partecipazione diretta anche gli assessori regionali Giacomo Bugaro e Tiziano Consoli, i consiglieri regionali di FdI Marco Ausili, Mirella Battistoni e Chiara Biondi con l’on Antonio Baldelli, i consiglieri regionali dem Valeria Mancinelli, Maurizio Mangialardi e Antonio Mastrovincenzo.
«Era importante per noi essere oggi al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Beko che sono in sciopero, perché qui allo stabilimento di Melano a Fabriano erano stati promessi 62 milioni di investimenti che non sono arrivati» sono le parole di Shlein raccolte dall’agenzia Ansa. Già nel 2025 la segretaria del Pd si era schierata a fianco delle maestranze, ricordando come dopo l’accordo ministeriale del 2025 «dovevano garantire i livelli di produzione e invece la produzione si è contratta costantemente» e così l’occupazione. «Questo non è accettabile, le multinazionali non possono venire a fare il bello e il cattivo tempo su questi territori, sfruttarli e poi andarsene, tanto più se hanno ricevuto un sostegno pubblico. La politica deve alzare la voce perché noi insieme dobbiamo lottare al fianco di questi lavoratori che non difendono soltanto il loro sostentamento e quello delle loro famiglie, stanno difendendo il futuro industriale di questo Paese» ha concluso Elly Shlein che si è poi spostata a Cerreto d’Esi dove i lavoratori dello stabilimento Electrolux, a rischio chiusura con 170 esuberi, sono in stato di agitazione. Nel tardo pomeriggio di oggi la segretara dem è tornata sulla vertenza con un post pubblicato sui social.
«Beko non sta rispettando l’accordo siglato 16 mesi fa: gli investimenti non sono arrivati, la produzione è calata e la cassa integrazione è aumentata – ha scritto Elly Schlein sul suo profilo social -. Chiediamo al Governo di far rispettare gli impegni assunti da Beko nell’accordo firmato al ministero. Non possiamo accettare che le multinazionali facciano quello che vogliono, spremano un territorio, ricevano sostegno pubblico e poi delocalizzino e lascino a casa centinaia di persone. Se qualcuno pensa che il distretto di Fabriano sia sacrificabile, faremo muro insieme alle lavoratrici e ai lavoratori. Non possono essere loro a pagare sulla loro pelle le ristrutturazioni aziendali».
«Oggi ho partecipato al presidio dei lavoratori Beko davanti allo stabilimento di Melano. Essere lì, insieme alle lavoratrici, ai lavoratori, alle rappresentanze sindacali e alle rappresentanze istituzionali nazionali e regionali, non è stato soltanto un dovere istituzionale: è la testimonianza di una città che non intende assistere in silenzio al ridimensionamento del proprio patrimonio industriale ed umano. – commenta la sindaca di Gabriano, Daniele Ghergo – È stata importante la presenza di tanti sindaci del nostro territorio, uniti in un messaggio di compattezza per il futuro di un distretto industriale che coinvolge lavoratori provenienti da tante realtà limitrofe. Ed è stata importante la presenza dell’on. Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, che ha portato solidarietà e un messaggio di vicinanza e di impegno nel difendere il futuro dei lavoratori e della nostra comunità».
Fabriano ha dato tantissimo al settore dell’Elettrodomestico – ricorda Ghergo – costruendo competenze, eccellenza e qualità riconosciute a livello internazionale. «Lo stabilimento di Melano rappresenta la storia e il futuro del nostro distretto produttivo. Non possiamo permettere che incertezze strategiche o scelte di riorganizzazione aziendale scarichino il loro peso sulle famiglie e sul nostro territorio. -prosegue il sindaco – I punti fermi della nostra battaglia istituzionale sono prendere il rispetto dell’accordo siglato da Beko al Ministero per le Imprese e per il Made in Italy ad aprile 2025, finora disatteso. Salvaguardare ogni singolo posto di lavoro, sia diretto che dell’indotto. Incalzare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché mantenga la massima attenzione sulla vertenza e si arrivi a impegni vincolanti. La battaglia per il lavoro a Fabriano non è la battaglia di una singola azienda, ma riguarda il futuro di tutta la nostra comunità. Riguarda il futuro di un intero territorio leader nella produzione degli elettrodomestici, rimasto privo di una politica industriale che sappia governare le crisi e riqualificare i distretti. Da Beko a Electrolux, la mancanza della governance politica si fa sentire.
Come sindaco e come Amministrazione comunale saremo presenti in ogni sede, con i lavoratori e al fianco delle loro rappresentanze, per far valere con determinazione le ragioni della nostra terra da cui dipende il futuro dei nostri giovani» conclude Daniela Ghergo.
«Questa mattina ero a Melano, al presidio dei lavoratori Beko, per portare la vicinanza della Regione Marche e ribadire un principio semplice: gli impegni assunti vanno rispettati. – scrive anche l’assessore regionale Tiziano Consoli – Le Marche sono la culla dell’elettrodomestico. Qui non stiamo parlando soltanto di uno stabilimento, ma di lavoratori, famiglie, competenze e di un patrimonio industriale che ha fatto la storia economica del nostro territorio. L’accordo sottoscritto al Mimit deve trovare piena attuazione. Gli oltre 60 milioni di euro di investimenti previsti devono tradursi concretamente in nuovi prodotti, innovazione, volumi produttivi e prospettive occupazionali di lungo periodo. Come diceva Ulpiano, pacta sunt servanda: i patti vanno mantenuti. Non è soltanto una questione giuridica, ma un impegno morale verso un’intera comunità. Regione e Governo hanno fatto la loro parte. Ora serve che anche l’azienda faccia la propria. Il 1° ottobre saremo al Mimitcon una posizione chiara: non vogliamo assistere passivamente a un arretramento industriale. Vogliamo difendere il lavoro e costruire un futuro produttivo per Melano e per tutto il territorio fabrianese. Su questo non faremo un passo indietro».
«In questi anni, purtroppo, davanti ai cancelli delle fabbriche del nostro territorio mi è capitato di esserci troppe volte. – scrive la consigliera regionale Chiara Biondi – C’ero anche questa mattina, accanto ai lavoratori della Beko di Melano e alle organizzazioni sindacali. E ogni volta la sensazione è la stessa: dietro una vertenza, dietro un piano industriale, dietro parole come esuberi, cassa integrazione o investimenti, ci sono persone. Ci sono famiglie. Ci sono uomini e donne che chiedono una cosa molto semplice: poter guardare al proprio futuro con un po’ di certezza. Queste battaglie le ho sempre seguite, anche nella scorsa legislatura, perché quando viene colpito il lavoro viene colpito tutto il nostro territorio. E Fabriano, purtroppo, sa fin troppo bene cosa significa. Oggi c’è un accordo sottoscritto e ci sono impegni assunti dall’azienda. I sacrifici chiesti ai lavoratori sono stati rispettati. Adesso devono arrivare fino in fondo anche gli investimenti e le prospettive industriali promesse. Su questo bisogna essere tutti dalla stessa parte».
«E proprio per questo credo che almeno davanti al lavoro dovremmo avere la capacità di lasciare da parte polemiche, appartenenze e tentazioni di mettere una bandierina politica. La vertenza Beko non è di destra o di sinistra. È una battaglia di Fabriano e del suo territorio. Io continuerò a seguirla come ho sempre fatto: senza bisogno di rivendicare primogeniture, ma cercando di esserci quando serve. Questa mattina era importante esserci» sottolinea Biondi.
Anche i Civici Marche ritengono che «Beko deve ottemperare agli accordi sottoscritti nelle sedi istituzionali, rispettare i lavoratori e tutto il territorio: respingiamo con forza la volontà aziendale di ridimensionare il distretto del bianco. Il piano di investimenti sottoscritto dall’azienda, che doveva portare stabilità e prospettive industriali a lungo termine, è rimasto su carta mentre sono aumentare le ore di cassa integrazione e di fermo produttivo: Fabriano e la Regione Marche non ci stanno ad essere prese in giro da una multinazionale che finora non ha mostrato la benchè minima volontà di collaborazione. Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Beko e sosterremo ogni azione che la Regione metterà in campo affinchè venga tutelata la dignità dei lavoratori e di tutto il territorio».
(in aggiornamento)
Articoli correlati
Beko Melano, il sindaco Ghergo al ministro Urso e al governatore Acquaroli: «Fabriano non accetterà ridimensionamenti»
Beko punta sulle rinnovabili: inaugurato l’impianto fotovoltaico dello stabilimento di Melano-Marischio
Beko, fermo produttivo a fine maggio L’allarme dei sindacati: «A Melano stop alla produzione dei piani cottura»
«Guerra e costi alle stelle per energia e carburanti rischiano di aggravare la crisi dell’asset dell’Elettrodomestico»
«Beko, cigs e uscite incentivanti attivate ma lentezza negli investimenti: serve un nuovo tavolo al Mimit»
Torna alla home page














