Due nuove case ai senzatetto
con il progetto “Housing First”:
l’iniziativa di Asp, Comune e Caritas

JESI - Affidati in via Roma gli alloggi ristrutturati grazie a 150mila euro del Pnrr. Salgono a sei gli appartamenti destinati a togliere dalla strada le persone in povertà estrema

L’inaugurazione degli appartamenti

Un obiettivo ambizioso, certamente difficile, perché lavorare sulla povertà estrema, come ha ricordato il direttore dell’Asp Ambito 9, Franco Pesaresi, «E’ la cosa più difficile che possa esserci. Ma di una gratificazione inimmaginabile».
E tanta è stata la soddisfazione ieri mattina nella consegna delle chiavi di due appartamenti a quattro persone senza fissa dimora.
Una casa loro, dopo anni in cui hanno cercato un tetto nei posti più disparati, una casa per ricominciare un progetto di vita.
“Housing first” è il nome dell’iniziativa che l’Asp Ambito 9, insieme a Comune di Jesi e Caritas, ha implementato con questi ulteriori due appartamenti che portano a sei il numero degli alloggi destinati complessivamente a 11 persone che erano senza fissa dimora.
Le due nuove case, ricavate in un piccolo condominio di via Roma sono state messa a disposizione dal Comune all’Asp che, tramite un finanziamento dedicato del Pnrr per circa 150 mila euro, le ha ristrutturate, con la Caritas poi che ha provveduto all’arredo con mobilio riciclato.

«In tutta la regione – ha sottolineato Pesaresi – nessuno ha messo in piedi una attività così forte per le persone in povertà estrema. La casa rappresenta il punto di partenza per togliere questi soggetti dalla strada. Poi prende il via un percorso di accompagnamento continuo che permette loro di rimettersi in gioco».
Parole condivise dal presidente Asp Daniele Tassi, che ha soggiunto: «La casa e l’inserimento nella società tramite il lavoro o altre forme di convivenza civile sono i postulati per ogni essere umano. Con l’assegnazione di questi ulteriori alloggi stiamo dando vita a una prassi non codificata da leggi o regolamenti, ma che funziona».
A richiamare il luogo simbolo di via Roma, storicamente il quartiere dove viveva la parte meno agiata della città, la zona dove il mondo operaio ha dato il via al proprio riscatto sociale, è stato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo: «Questi appartamenti riconsegnano a questo quartiere il senso ed il significato che ha avuto nella sua storia. Un luogo simbolo, come un simbolo è la casa, spazio non statico ma generativo che è essenza per proiettare ogni individuo nella società. Un grazio a quanti hanno contribuito a realizzare questo obiettivo che rafforza e inorgoglisce la nostra comunità».

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