Onorificenza al maresciallo capo Marinozzi:
indagò su caporalato e prostituzione

ANCONA - Cerimonia alla caserma Cortecci per il sottufficiale ora in forza al nucleo investigativo dorico. Il riconoscimento per un'operazione che ha smantellato un sistema di finti contratti di lavoro per migranti

Da sinistra: Marinozzi e Di Costanzo

Un sistema criminale strutturato sull’emissione di finti contratti di lavoro per favorire l’ingresso illegale di cittadini extracomunitari, poi destinati al caporalato e alla prostituzione. È la complessa rete d’indagine smantellata dal maresciallo capo Diego Marinozzi, premiato questa mattina alla caserma «Cortecci» di via della Montagnola con un encomio semplice per l’attività investigativa diretta tra il 2018 e il 2022.

La consegna dell’onorificenza – concessa dal comandante del comando carabinieri per la tutela del lavoro – si è svolta durante una cerimonia presieduta dal comandante provinciale, il colonnello Roberto Di Costanzo, alla presenza di una rappresentanza di ufficiali della sede. Il sottufficiale, oggi effettivo al nucleo investigativo del reparto operativo di Ancona, ha guidato le operazioni quando era al vertice del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Rimini.

L’attività investigativa ha permesso di far luce sul meccanismo ideato per raggirare le norme sull’immigrazione, basato sulla simulazione di rapporti d’impiego fittizi utilizzati per ottenere illecitamente i permessi di soggiorno con cui assoggettare i lavoratori stranieri a gravi forme di sfruttamento.

Durante il conferimento del riconoscimento, il colonnello Di Costanzo ha espresso le proprie congratulazioni al militare per i risultati conseguiti nel contrasto all’illegalità e per il contributo fornito al prestigio dell’Arma.

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