Aperto l’ambulatorio avanzato:
per sostenerlo nasce
anche la fondazione Gioacchini (Video)
Il taglio del nastro del nuovo ambulatorio avanzato dell’ospedale di comunità di Castelfidardo, stamattina, è stato affidato a Patrizia Bilò, vedova del dottor Giancarlo Gioacchini, prematuramente scomparso, a significare l’attenzione, l’ascolto e la centralità del paziente. La benedizione è stata invece impartita dall’arcivescovo Angelo Spina, per la prima volta a Castelfidardo, per sottolineare come “cerimonie di questo tipo siano motivo di gioia, serenità e nuove prospettive di salute in un luogo di sostegno ed accompagnamento”. Attivo sin dal luglio scorso, in via sperimentale, l’ambulatorio di via XXV Aprile (leggi l’articolo), prima esperienza nel panorama della sanità marchigiana, ha già erogato più di 2000 prestazioni ed è destinato a divenire un punto di riferimento non soltanto per Castelfidardo ma per l’intera Valmusone. L’accesso è regolato tramite impegnativa del medico di famiglia e gli orari per ora vanno dalle 8 alle 14 dal lunedì al sabato.
Stamattina con il sindaco Roberto Ascani, il vice sindaco Andrea Marconi e diversi consiglieri comunali, alla cerimonia hanno preso parte il medico coordinatore Gianni Giuliani, la dirigente infermieristica Giacometti, Giuseppino Conti, neo presidente del collegio degli Infermieri della provincia di Ancona e l‘infermiera referente Anna Canestrale con i vertici sanitari regionali, il dg dell’Asur Alessandro Marini, la dirigente del Servizio Salute della Regione Marche, Lucia Di Furia, il dg dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua. Presente anche Massimo Magi, presidente dei medici del Fimmg Marche che ha annunciato l’imminente costituzione di una fondazione intitolata al compianto collega Gioacchini. “Spero che questo ambulatorio possa rappresentare un modello di sviluppo per una sanità che necessariamente deve cambiare paradigma e deve essere sempre più vicino ai bisogni reali dei cittadini, malati cronici ma anche sani – ha evidenziato il medico Magi – Con Giancarlo Gioacchini avevamo discusso di questi temi già 20 anni fa. Avevamo lavorato e condiviso questa prospettiva con l’esperienza ambulatoriale che nel 1997 avevamo chiamato Pepab, oggi maturata con questo ambulatorio avanzato. La fondazione servirà anche a garantire vita e orizzonti a queste iniziative. Perchè, benchè modesto, questo ambulatorio ha comunque dei costi che dovremo valutare dopo la sperimentazione, oltre all’appropriatezza dei suoi interventi”.
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