Bilancio, Santarelli:
«Opposizione fuori dall’aula?
L’approvazione sarà più rapida»

FABRIANO - Il sindaco Gabriele Santarelli ribatte alle accuse della minoranza tira dritto: "La seduta del 28 marzo è regolare. Le critiche sono strumentali, lecite, ma che portano ad un ostruzionismo non utile per la città"

la conferenza stampa della giunta di oggi

 

di Sara Bonfili

Arriva la risposta del sindaco Gabriele Santarelli alla stoccata delle opposizioni che hanno minacciato di non votare il bilancio di previsione pluriennale il 28 marzo. L’accusa di tutti i consiglieri di minoranza tranne Giombi è di aver avuto la documentazione completa solo il 13 marzo e quindi di non aver avuto tempo utile per valutarla. “Vorrà dire che se loro non parteciperanno, il Consiglio durerà un po’ di meno” e ironicamente: “per me possiamo anche convocarlo a Pasquetta, ma non mi sembra una buona idea…” . Il sindaco spiega passo passo le posizioni della Giunta. “L’accusa è per una questione di forma e non sostanziale. I suddetti schemi a cui fanno riferimento – afferma il sindaco Gabriele Santarelli – sono già inclusi nel Dup, che è del 27 febbraio. L’atto è stato messo a disposizione l’8 marzo, come riportato dal Pd nel loro documento. Dall’8 marzo abbiamo contato venti giorni, ed ecco che siamo arrivati al 28 marzo”. “E’ questo quello che è successo: ci siamo confrontati con diversi Segretari comunali e tutti hanno espresso lo stesso parere, di legittimità della convocazione del 28 marzo”. “Un’altra cosa: il ritardo sui Cas a cui fanno riferimento, non è casuale. Perché nel vecchio bilancio, che non era stato stilato da noi, non era stato previsto un capitolo relativo ai Cas. Se vengono ritardati i contributi dell’autonoma sistemazione –  il punto di vista di Santarelli – si prendono loro la responsabilità di un atto politico”. “Tra le due commissioni convocate per valutare il bilancio – continua il Sindaco –  alla prima non era presente il Pd, alla seconda solo un membro del Pd per una parte della seduta”. L’assessora alle attività produttive Barbara Pagnoncelli: “Va valutato che a oggi sono stati presentati solo emendamenti da Fabriano Progressista e da Associazione Fabriano Progressista, nessuno dagli altri che pure avevano i documenti a loro disposizione, e questo ci dà il peso dell’azione di opposizione del Pd”.

Insomma difetti formali o sostanziali nella documentazione messa a disposizione dei consiglieri? Qui probabilmente si giocherà la battaglia tra maggioranza e opposizione in sede di Consiglio, o prima. Bolzonetti cita un parere indicativo del Consiglio di Stato, che fa riferimento a “documenti utili per deliberare”. Interviene in conferenza stampa l’assessore al bilancio Bolzonetti: “Oggetto del contendere é il parere del collegio dei revisori, arrivato il 13 marzo, che conferma però il verbale del 27 febbraio, che i consiglieri avevano a disposizione. Tra l’altro, ed è importante, il Consiglio di Stato dice testualmente che ‘l’impugnazione delle deliberazioni dell’organismo si riavvisa solo se mancano documenti utili per deliberare’, e in questo caso ciò che era a disposizione dal 27 febbraio è lo stesso confermato il 13 marzo. Avevo anche convocato i consiglieri Pallucca e Balducci, il 14 marzo.  A questo punto valuteranno i cittadini le prese di posizione politiche”.

Tira le somme il vicesindaco Joselito Arcioni. “Io ribadisco ciò che ha detto il Sindaco: da opposizione non ci siamo mai messi in testa di mettere in difficoltà la amministrazione, rispetto alle scadenze formali che abbiamo sempre concesso. Qui nessuno deve essere più bravo di altri, si tratta di collaborare. Per chi vuole consultarci la porta è sempre aperta, chi ha idee è ben accetto”. Infine Arcioni accusa la moltiplicazione di interrogazioni e mozioni, anche di “due righe ciclostilate”. “Come opposizione eravamo presenti quotidianamente in Comune – ricorda l’attuale vicesindaco cinquestelle – Tante mozioni e interpellanze non c’erano, ma solo quelle importanti, che poi quando non ricevevano una  risposta esauriente in Consiglio comunale, portavano a un esposto alla Procura della Repubblica”, la risposta ferma di Joselito Arcioni.

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