Aborto, il Popolo della Famiglia
sostiene il vescovo di Jesi

DIBATTITO - Il movimento appoggia le parole del presule contro il 'servizio di morte' rivolte ai fedeli nel messaggio pasquale "e insieme a lui - evidenziano il coordinatore marchigiano e nazionale- ci facciamo promotori della cultura per la Vita contro la cultura della morte e dello scarto dei più deboli"

Mons. Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi (foto agenzia Sir)

Nel suo messaggio pasquale ai fedeli, il vescovo di Jesi aveva ricordato le parole di Papa Francesco per i “bambini ai quali non viene data la possibilità di vivere”. “E a questo proposito – aveva sottolineato mons. Gerardo Rocconi – vorrei ricordare che nel 2016, ultimo anno di cui si hanno i dati, gli aborti sono stati quasi novantamila. Novantamila figli uccisi. E ora anche nella nostra città di Jesi si è fatta di nuovo questa scelta di servizio di morte”. Parole che hanno sollevato un vespaio di polemiche, sostenute invece da Alessandro Lippo coordinatore regione Marche de Il popolo della Famiglia e da Mirko de Carli coordinatore nazionale Nord Italia.

“Come sempre, quando si parla di difendere la Vita e l’integrità della Famiglia, partono gli attacchi concentrici di diverse forze politiche e associazioni di categoria tendenti a respingere con forza tutti coloro che vogliono contrastare la morte e la disgregazione della società.- scrivono i due coordinatore del movimento – Il vescovo di Jesi ha parlato di ‘… scelta di amore attraverso il seme la vita… ’ affermando che 90.000 aborti (ultimo dato conosciuto riferito all’anno 2016), ossia 90 mila figli uccisi nel nostro Paese, non sono un inno alla vita ma certamente una pratica di morte. Immediatamente è stato duramente attaccato dai politici che inneggiano alla morte come conquista della civiltà (come se ammazzare un figlio fosse un diritto), però ricordiamo che sempre gli stessi, a giorni alterni, si dicono preoccupati per la regressione demografica che si sta verificando nel nostro Paese e promuovono l’ingresso di migliaia di immigrati con il conseguente diritto allo jus soli, perché soltanto in questo modo ci sarà la possibilità di sostenere le pensioni degli italiani nei prossimi anni”.

Il Popolo della Famiglia ritiene infatti che “nella nostra Regione, anziché promuovere la ripresa delle nascite dei futuri italiani si completano le strutture per favorire gli aborti in ottemperanza alla Legge 194. Una coerenza distruttiva, tipica degli attuali personaggi della politica nazionale e marchigiana, dalla quale prende le distanze il Popolo della Famiglia delle Marche. Noi appoggiamo in pieno le parole del monsignor Gerardo Rocconi e insieme a lui ci facciamo promotori della cultura per la Vita contro la cultura della morte e dello scarto dei più deboli”.

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