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Incompiute di Longarini:
il risarcimento si ferma a 8,2 milioni

ANCONA – Il tesoretto dovuto al Comune dall’ex patron di Adriatica costruzioni non lieviterà con gli interessi. Riunione di maggioranza per decidere come spendere la somma, che si sperava potesse raddoppiare. L’incasso atteso a giorni
venerdì 19 maggio 2017 - Ore 21:01
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Il Comune (foto d’archivio di Giusi Marinelli)

 

Il giudice Mazzagreco aveva disposto un mese fa un risarcimento di 8,2 milioni più gli interessi per i danni causati alla città dalle incompiute di Edoardo Longarini (leggi l’articolo). Che vista la causa ultra ventennale combattuta in tribunale, il Comune pensava potesse lievitare, forse anche raddoppiare con le rivalutazioni. E invece no. Nel pomeriggio la riunione di maggioranza del sindaco con consiglieri, segretari di partito e assessori, alla mano le ultime risultanze degli uffici tecnici e quindi la delusione: gli interessi saranno minimi, il risarcimento non sarà molto superiore a quella cifra di 8,2 milioni stabiliti dal giudice. Il meccanismo di calcolo del danno è complesso, ma in sostanza, visto che in massima parte il danno riconosciuto è dovuto per le procedure sbagliate di esproprio dei terreni dell’Asse nord sud, le rivalutazioni decorrono dagli ultimi pagamenti fatti dal Comune proprio per gli espropri di quelle aree. Pagamenti degli espropri avvenuti solo di recente negli ultimi anni. E perciò l’interesse sarà basso, di certo la cifra non raddoppierà. Il rimborso è davvero minimo rispetto al danno astronomico di 363 milioni di euro chiesto nel 1995 dal Comune, ma almeno il pagamento sembra dietro l’angolo. Addirittura a giorni. Ci sarebbe già l’accordo con Banca Carige, la tesoreria del Comune, che detiene i 22 milioni in obbligazioni in titoli di Stato sequestrati a Longarini come garanzia ad inizio del processo. La banca metterà in vendita i titoli e la somma sarà liquidata al Comune. Questione di una settimana, dieci giorni. Sono questi gli ultimi aggiornamenti della giunta alla maggioranza, che nel pomeriggio si è riunita per decidere le priorità di intervento con questi fondi. Manutenzioni, strade, marciapiedi, parchi, impianti sportivi e interventi sulla Seconda Ancona, sono questi i titoli iscritti in cima all’agenda delle cose da fare, come lo stesso sindaco Mancinelli aveva commentato, appena appresa la sentenza del giudice.

(E. Ga.)

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