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“Ancona avrà un Cie,
ma l’accoglienza spetta a tutti”

L'INTERVISTA - Il prefetto Antonio D'Acunto risponde alle questioni più sensibili: sicurezza, terrorismo, vertenze dei lavoratori. Con un augurio per la città e per la nuova redazione di Cronache Ancona
venerdì 20 gennaio 2017 - Ore 08:53
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Il Prefetto di Ancona Antonio D’Acunto

di Emanuele Garofalo

(foto Giusy Marinelli)

Da un anno esatto è alla guida del Palazzo di Governo in piazza del Papa. Da qui passano ogni giorno le questioni più delicate: dalla sicurezza all’immigrazione, dalle emergenze gestite dalla protezione civile ai casi sociali legati alla crisi economica. Un punto di vista sulle difficoltà e sulle occasioni della provincia che il prefetto Antonio D’Acunto ha voluto condividere rispondendo alle nostre domande, in occasione del saluto per la nascita di Cronache Ancona.

Prefetto, Ancona sta facendo la sua parte per l’accoglienza dei migranti?

Il sistema dell’accoglienza è in atto come sistema diffuso. Questo significa cercare di inserire i migranti nel maggior numero di Comuni possibili per evitare concentrazioni. In parte ci stiamo riuscendo: 21 Comuni della provincia su 47 stanno accogliendo i migranti. Quando sono arrivato un anno fa erano 14. Un primo risultato è stato ottenuto, adesso andiamo verso l’attuazione del piano concordato tra ministero e Anci, che prevede 3 migranti ogni 1000 abitanti. Non è una soglia di legge, ma numero indicativo da tenere in considerazione per i prossimi flussi migratori.

Il Prefetto di Ancona Antonio D’Acunto

L’espulsione nei giorni scorsi di un simpatizzante dell’Isis lancia un allarme terrorismo per Ancona?

Il rischio zero non esiste, come ha affermato il ministro dell’Interno, ma i controlli intensificati nell’ambito della vigilanza, anche ordinaria, risponde a tutte le preoccupazioni e porta ai risultati.

Ci sarà un Centro di identificazione ed espulsione in città?

Secondo il piano del ministero, un centro di identificazione si creerà in ogni regione. E in questo Ancona ha la sua responsabilità di capoluogo.

Dove sarà realizzato?

L’indicazione del ministero è vicino ad un aeroporto. Vedremo.

Altra preoccupazione comune: il lavoro.

Non ho visto grandi tensioni sociali nel periodo in cui sono stato ad Ancona. Ovviamente spero che le condizioni economiche generali migliorino per un cambio di passo dell’occupazione.

Il Prefetto di Ancona Antonio D’Acunto

Cosa si augura invece per la città?

Auspico un sempre maggiore rapporto di collaborazione con i cittadini e più in generale un accrescimento della capacità di Ancona di essere protagonista a livello nazionale, nell’area del Medio Adriatico. Ancona ha un porto importante, che va incentivato e sostenuto, per avere un ruolo maggiore di protagonista nell’area. E un augurio di buon lavoro va anche alla redazione di Cronache Ancona.

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