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Nasi artificiali, insetti commestibili
e case a prova di catastrofi naturali,
la Politecnica investe in ricerca

UNIVERSITA' - L'ateneo marchigiano finanzia con 3,5 milioni di risorse proprie 46 progetti della durata di due anni, appena avviati. Pronta una nuova tranche di risorse per il nuovo programma biennale 2017/2019. Il rettore Longhi "L'intervento più ampio che abbiamo attuato senza attingere ai consueti contributi nazionali ed europei"
giovedì 26 gennaio 2017 - Ore 16:03
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Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi

 

di Agnese Carnevali

Nasi artificiali per fiutare droga o esplosivi, insetti commestibili, un dosimetro personale per misurare i campi elettromagnetici a 50 Hz, ma anche progetti per costruire meglio ed evitare eventi catastrofici o per limitare l’erosione delle coste. C’è tutto questo e molto altro nel nuovo programma di ricerca interno dell’Università politecnica delle Marche. Un piano da 46 progetti di durata biennale al quale l’ateneo marchigiano ha destinato 3,5 milioni del proprio bilancio. Contributi ulteriori, che si aggiungo alle consuete risorse nazionali ed europee. Undici i grandi progetti a ciascuno dei quali va 183 mila euro per un team di 10 persone, 35 i medi per 43 mila euro l’uno, per una squadra di almeno 4 studiosi. Dodici i dipartimenti coinvolti di tutte le facoltà della Politecnica. E il rettore Sauro Longhi annuncia già una nuova tranche di finanziamento, sempre da 3,5 milioni per il biennio 2017-2019 che saranno stanziati a fine mese. «E’ la prima iniziativa di questa intensità e di questa ampiezza che l’Università politecnica attua per sviluppare progetti di ricerca autonomi», commenta il rettore Longhi. I progetti finanziati sono stati selezionati da una commissione interna che ne ha valutati 70, scegliendo i migliori 46, divenuti operativi alla fine dell’anno scorso. Quali i criteri di scelta? «Abbiamo deciso di incentivare più possibile le tematiche tematiche contenute nel programma Horizon 2020 – spiega Longhi – in modo da poter dare agli studi una chance in più per intercettare fondi per la ricerca esterni». Metà del plafond a disposizione è andato dunque alle scienze della vita, biologia e medicina, che coinvolge anche gli aspetti della longevità attiviva e ben 1,2 milioni sono stati destinati alle aree delle tecnologie e dell’ingegneria, qualcosa in meno alla sfera delle scienze sociali ed economiche. Oltre il 37 % delle risorse va in attrezzature indispensabili alla ricerca, il 36% al personale, il resto ai costi di funzionamento.

Fervono già da qualche mese le menti nei laboratori della Politecnica. «Per la metà dell’anno illustreremo già i primi risultati». Ad esempio quelli relativi al naso artificiale, o per meglio dire ai biosensori in grado di riprodurre fedelmente il senso dell’olfatto. Applicazione? Ad esempio per annusare stupefacenti e soprattutto esplosivi, molto dannosi per il fiuto dei cani poliziotto. Ancora. Lo studio per la misurazione delle basse frequenze a 50hz della distribuzione elettrica sia per applicazioni in campo medico per la cura di patologie neoplastiche sia per lo studio dell’impatto ambientale dei campi elettromagnetici. Spazio anche alla biologia marina con la costruzione di un acquario antartico per lo studio dell’ambiente antartico. Ampia gamma di progetti anche per quanto riguarda la sicurezza degli edifici e la prevenzione di eventi catastrofici, mai di attualità come in questo momento. «Dobbiamo rendere gli edifici sempre più proattivi – riprende Longhi – per questo si studiano sensori in gradi di dirci sia lo stato di salute della struttura, ma anche gli effetti meno evidenti di sollecitazioni esterne, come ad esempio i terremoti».

Per agraria, monitoragio degli alveari delle api come sensori per valutare la salubrità dell’ambiente. E per rimanere in tema di insetti, ampio spazio è lasciato alle ricerche che mirano a portali sulle tavole come pietanze gustose e dal ricco valore proteico. «L’utilizzo degli insetti nel settore alimentare è la scommessa più grande – sottolinea il rettore – se si pensa che il nostro è un pianeta dalle risorse esauribili e dove la popolazione è in continuo aumento. Trovare soluzioni alternative per la produzione del cibo è fondamentale».

Per citarne ancora uno, il sensore per rilevare l’età biologica di una persona, non sempre coincidente con quella anagrafica.

Ricercatori già al lavoro, entro la metà dell’anno il rettore assicura che saranno illustrati già i primi risultati, mentre il Consiglio di amministrazione dell’ateneo si prepara a stanziare una nuova tranche di finanziamenti sempre per oltre 3 milioni. «Nelle mie intenzioni c’è quella di privilegiare i grandi progetti, anche per favorire le collaborazioni tra dipartimenti e le aggregazioni di menti»

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