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Derby con la Maceratese,
ma è tutta un’altra
Ancona rispetto all’andata

LEGA PRO - Domenica al Del Cònero la sfida con la Rata, ma il mercato invernale e gli sconvolgimenti societari dei dorici promettono di mettere in campo una squadra stravolta rispetto al pareggio a reti bianche all'Helvia Recina
venerdì 27 gennaio 2017 - Ore 16:33
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Bassano Ancona, foto di Cristiano Belfiore

 

di Giuseppe Giannini

E’ di nuovo derby. Non sarà il derbyssimo contro l’Ascoli, ma gli incroci degli ultimi anni hanno riacceso il campanile tra due nobili decadute risollevatesi dall’Eccellenza alla Lega pro, a poca distanza l’una dall’altra. Due città che conservano, almeno nello zoccolo duro, una sviscerata passione per i colori biancorossi. Domenica alle 16,30 al Del Conero Ancona e Maceratese si sfidano ancora. All’Helvia Recina è finita 0-0, ma la squadra che Brini potrà schierare in casa ha un peso specifico differente da quella dell’andata. Paolucci dovrebbe partire dall’inizio e anche Vitiello lavora sodo per entrare nell’undici titolare. Ma il frenetico mercato invernale ha portato anche altre frecce all’Ancona. E nel frattempo si registra una rilevante uscita in società. Perché sono arrivati Stefano Del Sante e Alessandro Di Dio e invece Fabiano Ranieri se ne va. Notizie che sono accolte benevolmente dal popolo biancorosso. Il primo, Stefano Del Sante e’ l’attaccante perugino, 30 anni compiuti il 13 gennaio scorso, che arriva dalla Juve Stabia, seguito (e inseguito), dai dorici sin dalla scorsa estate. Nei piani, e nei sogni, di Ugo Mastropietro e del dg Gianfranco Mancini e’ il centravanti, l’ariete, che si integrerebbe agevolmente con l’ex Serie A Paolucci per avere un attacco completo.

Tifosi dorici a Bassano, foto di Cristiano Belfiore

A VOLTE RITORNANO

L’altro è un lieto ritorno, una giocata da Mercante in Fiera, col rientro a titolo definitivo del terzino destro Di Dio dopo una parentesi di 6 mesi al Siracusa (girone C di Lega Pro). Alla società siciliana passano, sempre a titolo definitivo, Emanuele Malerba ed Elio De Silvestro. Una operazione che passa magari in sordina ma che nella sostanza è un altro colpaccio. Intanto perché Di Dio oltre ad essere uno che in tre anni in biancorosso di chilometri sulla fascia ne ha macinati parecchi. Dalla serie D, con 26 presenze e un gol, alla Lega Pro, altre 26 presenze anche se in due stagioni e 2 centri: la doppietta di Prato il 29 novembre 2014 (2-3 il finale). E poi dopo aver dimostrato in campo l’attaccamento alla maglia a questo punto se il 23enne siciliano non è innamorato, sembra comunque avere quantomeno una cotta per la città. Particolare che non dispiace affatto rilevare visto il panorama calcistico nazionale e mondiale. Del resto è uno della banda di Jo Condor. Un altro di quelli (vedi anche Gelonese e Bambozzi per citarne un paio) che mister Cornacchini ha forgiato negli anni passati sotto al Guasco. Tornando allo scambio, consente all’Ancona di rinforzarsi su quelle fasce che hanno portato fino adesso più dolori che gioie, e allo stesso tempo libera un posto in più in una rosa che si è gonfiata negli ultimi giorni (con gli attaccanti sono arrivati anche Vitiello e il portiere Anacoura). E mentre Mastropietro e Mancini si concedono una pausa di riflessione per mettere a segno con lucidità e lungimiranza gli ultimi colpi (dal terzino Ivan Pedrelli, ai centrocampisti Obodo e Carcione) c’è chi ha già in mano le valigie. Su tutti Mattia Momente’, a lungo cercato ma ad oggi una mezza delusione, che con l’arrivo di Del Sante e Paolucci scivola nelle gerarchie dell’attacco di Brini.

Bassano Ancona, foto di Cristiano Belfiore

GLI IMPRENDITORI ROMANI

Chi invece ha già fatto i bagagli e’ Fabiano Ranieri. L’uscita definitiva dell’architetto romano sarebbe dovuta avvenire ieri, ma il cda della società in programma è stato rinviato al termine della finestra di mercato. Si chiude così un’altra parentesi che poco c’entra col calcio. Aperta sotto la governance di Sosteniamolancona, quell’Ancona dei tifosi che sei mesi dopo aver annunciato di avere risorse per tre anni di gestione, si è trovata a dover vendere quote a chi invece che soldi portava progetti ambiziosi con la convinzione che un club di Lega Pro avrebbe potuto produrre entrate. Se ne per mancanza di sintonia con i nuovi soci. Verrà ricordato come una meteora, ma poteva andare anche peggio. Proprio domenica scorsa, quando l’Ancona perdeva a Bassano, la mitica gazzetta dello sport titolava a pagina 24: “Il calcio a Foligno chiuso per mafia” (e nel sommario: “Possibili infiltrazioni: interdetto dal Prefetto di Perugia, il club oggi non gioca. Sarà stop definitivo?”. Con tanto di foto sparata dell’abbronzatissimo imprenditore, anche lui romano, Gianluca Ius. Sì. Proprio quello che voleva comprare la dorica per diventarne il presidente. In quella occasione furono i giornalisti a far scappare possibili investitori. Almeno stando agli allora dirigenti. “Come al solito” aggiungeva qualcuno che forse non aveva ben chiari alcuni particolari. Di sicuro oggi chi ama l’Ancona sarà felice che alla fine sia andata così.

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