facebook rss

Giorno della Memoria, Ancona e
Falconara ricordano la Shoah

LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI - Tre le cerimonie organizzate oggi nel capoluogo di regione che hanno cinvolto le scuole per non dimenticare gli orrori dell'Olocausto e le vittime di ogni dittatura, ma anche per ascoltare le testimonianze di vita di chi è riuscito a rialzarsi come Vera Vigevani Jarach, madre di Plaza de Mayo, in Argentina
venerdì 27 gennaio 2017 - Ore 20:38
Print Friendly, PDF & Email

Giorno della Memoria, ad Ancona l’inaugurazione delle pietre d’inciampo

Parole di amore per la vita e messaggi dedicati alle vittime dell’Olocausto e di ogni dittatura. Ancona e Falconara hanno voluto commemorare il Giorno della Memoria con una serie di iniziative che hanno coinvolto anche gli studenti.

Questa mattina, le Pietre d’inciampo (Stolpersteine) su Giacomo e Sergio Russi e Ferruccio Ascoli, sono state scoperte con una doppia cerimonia in via Saffi, dove sorgeva la ditta farmaceutica Russi, e in corso Amendola, 51, indirizzo dell’abitazione di Ascoli, già direttore del Corriere Adriatico. “Celebrare la giornata della memoria – ha detto il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo – significa continuare a testimoniare instancabilmente e con forza contro dittature e abusi, nel nome della dignità e per il rispetto dei diritti dell’uomo, di ogni popolo e in ogni tempo.” Mastrovincenzo ha poi ringraziato Vera Vigevani Jarach, Madre di Plaza de Mayo, emigrata in Argentina dopo le leggi razziali del ’38, dalla quale è arrivato l’invito “a inciampare senza cadere, aprendosi alla solidarietà”.

Alla cerimonia sono intervenuti la senatrice Silvana Amati, l’assessore alla cultura di Ancona Paolo Marasca, Manfredo Coen, presidente della Comunità ebraica anconetana, e Marco Labbate, il ricercatore dell’Istituto storia Marche che sta svolgendo le ricerche per individuare i luoghi dove abitavano o lavoravano le vittime delle deportazioni nelle Marche. Giacomo e Sergio Russi, padre e figlio, furono deportati nel campo di concentramento di Meppen Versen (Germania) dove morirono nel ’44. Ascoli morì ad Auschwitz (Polonia) il 30 agosto dello stesso anno.

Le altre cerimonie organizzate dal Consiglio regionale delle Marche in collaborazione con il Comune di Ancona, hanno visto il coinvolgimento delle scuole elementari e medie con un testimone d’eccezione, la signora Vera Vigevani Jarach. La quasi novantenne, e sempre in viaggio tra Argentina e Italia, ha raccontato l’Olocausto (nonni deportati ad Auschwitz) e gli eccidi in Argentina nel corso della dittatura militare (uccisione della figlia Franca, appena diciottenne,vittima del “volo della morte”).

Nel largo intitolato a Mafalda Corinaldesi e Luis Stamponi, madre e figlio di origine anconetana, soppressi dal regime militare in America Latina, si è svolto il terzo momento commemorativo durante il quale è stata consegnata una lettera di una nipote della Corinaldesi alla signora Vigevani da parte dei rappresentanti delle associazioni Terza Via e 24 marzo che sono molto attive nel tramandare la memoria e nel seguire passo passo le vicende giudiziarie del noto processo Condor che riguarda i desaparecidos di nazionalità italiana, come Mafalda e Luis.

A Falconara, invece, nel corso della mattinata gli alunni delle scuole cittadine che, prima di visitare le mostre allestite al Centro Pergoli, hanno partecipato a una rappresentazione sul tema curata dall’associazione Acchiappasogni all’auditorium Marini. Doppio appuntamento invece nel pomeriggio grazie alla collaborazione dei volontari del servizio civile con gli incontri culturali ‘Memoria della storia – genealogia di uno sterminio’ e ‘Memoria dell’Offesa – Primo Levi e il dibattito sul concetto di “zona grigia” organizzati al Centro Cultura “Piero Pergoli”.

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X