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Ex scuola di Varano,
la frazione raccoglie fondi
via internet

ANCONA - Lanciato l'appello per raccogliere 25 mila euro, i residenti puntano al recupero ad uso pubblico della materna. Aule destinate per l'educazione ambientale e spazi per nuove imprese culturali
venerdì 3 febbraio 2017 - Ore 13:38
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I primi lavori dei volontari

L’ex scuola di Varano

 

di Emanuele Garofalo

Ex scuola di Varano, è partita la raccolta fondi per la ricostruzione della materna della frazione. Lanciato sul sito di crowdfunding www.produzionidalbasso.com l’appello per raccogliere i finanziamenti necessari al recupero della materna. Tre mesi per raccogliere l’obiettivo minimo di 25 mila euro, sono già arrivate le prime donazioni.

Si tratta del progetto Scholanova, l’idea partita dai residenti della frazione che si sono opposti alla messa in vendita dell’edificio da parte del Comune. Invece di privatizzare e fare nuovi appartamenti, l’associazione ha ottenuto la gestione dell’immobile con l’obiettivo di farne un punto di aggregazione polifunzionale di Varano, dedicato in particolare alla educazione ambientale, alimentare, alla riscoperta delle tradizioni contadine e dello sviluppo di nuove imprese culturali, il tutto all’interno dei confini del Parco del Conero.

Gli interni della scuola

Il progetto è nato in seguito ad una petizione. “Il restauro conservativo del patrimonio storico minore oltre a rappresentare un valore culturale di conservazione della memoria storica locale è simbolico, è basato sull’iniziativa partecipativa dei cittadini per creare un centro polifunzionale socioculturale, puntando su reciprocità e solidarietà in assoluta autonomia ecosolidale” si legge nell’appello del comitato promotore. “Un ulteriore punto di forza è il connubio arte-benessere e la presa in cura basata sulla ideazione della metodologia del teatro sociale, l’arte dell’ascolto, recitazione, musicoterapia, Jazz and Folk, pittura e Landart che attraverso teorie antropologiche e psicosociali si presentano come dispositivo ad alto potenziale di salute individuale e sociale soprattutto nelle zone critiche di limite urbano-rurale” continua il manifesto di Scholanova.
“La rinascita dell’edificio si trasforma in un approccio sostenibile di restauro e riuso che possa modernizzare il passato mantenendosi in sintonia con la memoria storica facilitando la crescita sociale attraverso spazi nuovi per progettazione, laboratori sostenibili, tintura naturale, smielatura, erbe spontanee, ristoro ed ospitalità, biblioteca, infopoint e nuove tecnologie; rivalorizzerà l’intera area urbana creando possibilità di lavoro e fornendo servizi sociali; ridurrà la mobilità sine causa, creata da noia e mancanza di spazio di aggregazione giovanile, senza dover occupare ulteriori aree urbane di interesse naturalistico – concludono i promotori -. La rilocalizzazione riduce il dispendio energetico e supporta creatività, innovazione implementando il legame con la terra marchigiana.”

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