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Febbraio, caldo anomalo:
temperature più alte di 6 gradi

TEMPO - A dirlo è la Coldiretti Marche in base ai dati Assam. La neve scioglie più in fretta e i fiumi sono a rischio. Si teme per le gemme delle piante che percepiscono una primavera anticipata con il gelo ancora dietro l'angolo
martedì 7 febbraio 2017 - Ore 14:04
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Foto d’archivio

Fiumi che tenderanno ad ingrossarsi per lo scioglimento anticipato della neve e piante disorientate che tireranno fuori le gemme con il rischio che siano poi bruciate dal freddo. E’ un caldo anomalo questo di febbraio e a dirlo è la Coldiretti Marche in base ai dati Assam. «Le temperature sono di ben 6 gradi superiori alla media storica – dice la Coldiretti – e sta accelerando assieme alla pioggia lo scioglimento della neve, andando a ingrossare i fiumi, oltre a risultare pericoloso per le piante che, “ingannate” dal clima mite, riprendono vita e rischiano di essere poi bruciate dalle gelate». Le medie di questa prima parte del mese sono arrivate oltre gli 11 gradi, contro i 5 gradi abituali del periodo. Le temperature più che miti per il mese corrente stanno velocizzando la fase di scioglimento della neve, ulteriormente accelerata dalla pioggia. Un fenomeno che aumenta il pericolo di esondazioni, con tutti i fiumi delle Marche vicini alla soglia di allarme. Ma il rischio è anche che le piante percepiscano una sorta di primavera anticipata, anticipando la fase del risveglio. Le gemme si rigonfiano diventando così vulnerabili ad eventuali bruschi abbassamenti della colonnina di mercurio. «Il caldo anomalo di febbraio – sottolinea la Coldiretti – segue un gennaio di maltempo dove le precipitazioni sono quasi triplicate (+175 per cento) rispetto alla media, con la neve che ha causato gravissimi problemi su gran parte del territorio regionale, aumentando i disagi per le zone terremotate. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate. Fenomeni che negli ultimi dieci anni sono costati all’agricoltura italiana ben 14 miliardi di euro».

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