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Sorpresa: il Comune
deve 22mila euro a Longarini

ANCONA - Palazzo del Popolo costretto a pagare le spese legali della causa intentata contro l'ex patron dell'Adriatica Costruzioni per gli espropri del bypass di via Flaminia. Si rovesciano le parti, in attesa del maxi risarcimento da 363 milioni di euro chiesto dal Comune
mercoledì 8 febbraio 2017 - Ore 09:39
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di Emanuele Garofalo

In attesa del maxi risarscimento danni, è il Comune a dover pagare Longarini. Quanto? Ventiduemila euro di spese legali all’ex patron della Adriatica Costruzioni. Una inezia rispetto a quanto chiede Palazzo del Popolo come indennizzo dal costruttore per le incompiute degli anni ’80, ma per il momento le parti si rovesciano.

A marzo è attesa l’ultima parola del tribunale civile sulla battaglia legale ultra ventennale incentrata sul piano di ricostruzione, resta da decidere la cifra giusta dell’indennizzo da pagare al Comune. Palazzo del Popolo ha chiesto il risarcimento record di 363 milioni di euro, ma lo scontro di perizie tecniche ingaggiato dal costruttore sembra destinato a ridimensionare di molto le pretese del Comune: si prevede che il braccio di ferro storico si chiuderà a meno di 20 milioni di euro a favore di Palazzo del Popolo. Nel frattempo però è il Comune a dover rispettare un’altra sentenza, quella del 2012 sull’esproprio dei terreni del bypass della Palombella. E qui le parti, paradossalmente, si scambiano.

Il bypass di via Flaminia

Infatti è proprio il Comune a dover rimborsare subito Longarini: 22 mila euro di spese legali. Lo ha stabilito la sentenza della Corte di Cassazione del 2012, la numero 17317, che ha respinto per l’ultima volta i ricorsi del Comune. Si tratta di uno stralcio della causa madre sul piano di ricostruzione: il Comune chiedeva la restituzione da Longarini delle somme anticipate per espropriare i terreni del bypass della Palombella. Si ragionava in lire, 360 milioni di lire per la precisione, oggi sarebbero circa 180 mila euro. La decisione di fare causa per il bypass era stata presa in seguito ai lavori della commissione di indagine consiliare istituita tra il 1991 e il 1992. Nel 2000 il primo grado di giudizio, niente da fare, istanze del Comune rigettate in tutti i gradi e alla fine è arrivata anche la condanna a pagare le spese di lite: sono 22 mila euro di parcelle. La delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio è stata approvata dal Consiglio comunale lo scorso novembre ed è tornata oggi sul tavolo della giunta. Adesso non resta che rimborsare Longarini.

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