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Stangata in bolletta,
raffica di chiamate all’Adiconsum

UTENTI – La voce “oneri di sistema” della tariffa elettrica è triplicata per le seconde case. L’associazione dei consumatori: “Siamo a disposizione per verifiche e chiarimenti”
giovedì 23 febbraio 2017 - Ore 17:30
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Contatori energia elettrica

 

Alle sedi di Adiconsum stanno arrivando numerose segnalazioni da parte di persone preoccupate per un aumento dei costi delle bollette di energia elettrica alla voce “oneri di sistema”. “E’ evidente che si sta attuando, la riforma delle tariffe elettriche stabilita dall’Autorità Garante, avviata a gennaio 2016 per terminare gradualmente a gennaio 2018” spiega una nota dell’associazione dei consumatori. Al termine di questo processo la tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore (cioè quella parte dei costi della bolletta con cui si pagano i servizi per misurare e far arrivare nelle case l’energia elettrica) e per gli oneri di sistema (cioè i costi per sostenere attività “extra” rispetto al sistema elettrico), in totale circa il 40% della nostra bolletta, saranno uguali per ogni livello di consumo, abbandonando la cosiddetta “struttura progressiva”, cioè con prezzi proporzionali ai kWh consumati (ovvero cresceva il prezzo al crescere dei consumi).

Per i clienti domestici residenti cresce il peso solo della quota fissa della tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore (la voce che pesa in media circa il 15% della bolletta totale).
Per i clienti domestici non residenti l’incremento del peso delle quote fisse è maggiore perché riguarda due delle quattro voci principali che compongono la bolletta: quella relativa alla tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore ed anche quella relativa agli oneri di sistema (che complessivamente pesano in media il 40% della bolletta totale).
Gli utenti non residenziali (le seconde case) si sono visti arrivare da gennaio 2017 bollette con quote fisse per oneri di sistema quasi triplicate rispetto agli anni precedenti.

“Gli unici strumenti che gli utenti (soprattutto i non residenziali) possono adottare sono: chiudere il contatore per i periodi di non utilizzo dell’abitazione e poi riattivarlo (con i relativi costi), oppure chiedere una riduzione di potenza che consentirebbe un risparmio nei costi fissi legati alla potenza impegnata” consiglia l’Adiconsum.

“A rendere più complessa la verifica dei costi contribuisce la bolletta 2.0, che non consente di controllare le singole voci di addebito; le pagine di dettaglio debbono essere richieste espressamente al gestore, oppure possono essere scaricate dai siti delle società se abbiamo un account per visualizzare le bollette elettroniche.
Gli uffici Adiconsum sono a disposizione per eventuali chiarimenti e per una verifica delle bollette” conclude l’associazione.

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