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Sciopero globale delle donne,
8 marzo di mobilitazione femminista

NON UNA DI MENO - Il motto per la manifestazione internazionale a difesa dei diritti universali delle donne in ogni ambito della vita quotidiana. Niente lavoro, per un giorno, fuori ed in casa. A Jesi il corteo da corso Matteotti a piazza della Repubblica ed il flash mob davanti al teatro Pergolesi illuminato di rosa
martedì 7 marzo 2017 - Ore 18:02
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Il manifesto dell’iniziativa

 

Donne di tutto il mondo in sciopero, domani 8 marzo. È la mobilitazione globale “Non una di meno” indetta in occasione della Festa della donna per ribadire che “i diritti universali per tutte le donne e in tutte i contesti della vita quotidiana, sono e devono essere una priorità di ogni governo democratico e civile”.

Per la provincia di Ancona, si manifesta a Jesi, con le iniziative promosse dalle associazioni del Coordinamento Donne Jesi, Udi, Spaziostello, Fidapa, La Strada di Sergio, Casa delle Donne e Casa Delle Culture. «L’8 marzo tornerà ad essere un momento di mobilitazione femminista attraverso lo strumento dello sciopero generale, indetto dai sindacarti di base per garantire un’astensione reale dal lavoro produttivo e riproduttivo e il coinvolgimento delle donne dentro e fuori i luoghi di lavoro», spiegano le associazioni coinvolte. A Jesi l’appuntamento è alle 18,30 in corso Matteotti da cui partirà un corteo che arriverà a piazza della Repubblica dove il teatro si colorerà di rosa. Il nero e il fucsia saranno, infatti, i colori  della protesta e la matrioska il simbolo di “Non Una Di Meno”. In piazza si terrà un il flash mob “Lotto marzo ballo”. Otto i punti del piano femminista indicati dal movimento “Non una di meno” per questo 8 marzo, partendo dal rifiuto della violenza di genere in tutte le sue forme: oppressione, sfruttamento, sessismo, razzismo, omo e trans fobia.

Ad aderire anche la Consigliera di parità per la provincia di Ancona Pina Ferraro Fazio, che parteciperà alla manifestazione che si terrà a Roma. «Pari dignità, pari diritti e consapevolezza: sono queste le parole chiave da rendere concrete e reali, affinché ogni donna nel mondo, possa sentirsi libera e realmente autonoma nel percorso di emancipazione e di dignità e godere di pieni e esigibili diritti umani – ha affermato Ferraro -. Occorre sottolineare ancora che la povertà continua ad avere principalmente un volto femminile: la crisi economica ha colpito e colpisce maggiormente le donne, questo è un altro punto nevralgico su cui avviare politiche attive del lavoro e strumenti di supporto alla conciliazione vita/lavoro per donne ma anche per uomini, così da favorire l’uscita da una crisi economica che ha visto e vede colpite, in misura sempre più rilevante le donne e, di conseguenza, anche i bambini e le bambine. Le donne, ancora oggi – ha continuato – si trovano ad affrontare una crisi silenziosa che peggiora e indebolisce la loro condizione. Prima della crisi economica la disoccupazione, il lavoro precario e a tempo parziale, i salari bassi e le carriere lente, già colpivano le donne più degli uomini. Oggi, con gli effetti delle politiche di austerità, alle donne viene inflitta una doppia punizione. Le donne ancora oggi continuano a morire per mano di coloro che le amano troppo, spesso per inerzia e inadeguatezza delle risposte istituzionali nel contrasto alla violenza contro le donne. Occorre agire ora – ha concluso – con strumenti adeguati, con misure e azioni di sistema perché la democrazia di un paese si misura con la piena dignità ed esigibilità dei diritti di tutte le donne che in quel paese vivono e vogliono contribuire alla sua crescita».
#Non Una Di Meno #Lotto Marzo

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