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Vino, guide:
Marche prima in Italia
per crescita qualitativa

ECCELLENZE - Secondo la storica rivista di settore "Civiltà del bere" le etichette marchigiane sono migliorate in gusto e pregio. Il Verdicchio il più premiato, ma sono 107 le bottiglie che hanno ricevuto un riconoscimento nel 2016. Alberto Mazzoni (Imt): "La sfida da vincere ora è quella del prezzo medio, perché è aumentata più la qualità dei nostri prodotti enologici che il loro valore"
martedì 7 Marzo 2017 - Ore 20:10
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Il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni

 

I vini delle Marche tra i migliori d’Italia. Il Verdicchio il più premiato che, insieme a Rosso Piceno, Pecorino, Rosso Conero e altre 16 doc, fa delle etichette marchigiane le prime per crescita qualitativa, nonostante pesino per appena il 2% della produzione enologica nazionale. Nel 2016 sono state 107 bottiglie che hanno ricevuto un riconoscimento d’eccellenza. Ad evidenziarlo, la storica rivista di settore “Civiltà del bere” che nell’ultimo numero “Il top delle guide vini 2017” ha incrociato i premiati delle principali 8 guide enologiche. Il risultato parla di 107 vini made in Marche premiati e un saldo positivo di 31 prodotti in più rispetto all’anno precedente. Un record assoluto di crescita anche rispetto alle regioni più blasonate del Paese, in una classifica generale che vede il Piemonte scalzare la Toscana dal primo posto, seguita da Trentino Alto Adige e Veneto. E nei punteggi top delle 8 guide (Ais Vitae, Bibenda, Cernilli, Espresso, Gambero, Maroni, Slow Wine, Veronelli) è il Verdicchio il marchigiano più premiato, con 14 vini (il 50% del totale) che hanno conquistato punteggi di eccellenza in almeno 2 pubblicazioni.
Per il direttore dell’Istituto marchigiano tutela Vini, Alberto Mazzoni: «La sfida che oggi dobbiamo saper vincere è quella del prezzo medio, perché il Verdicchio e altri prodotti marchigiani sono cresciuti negli ultimi anni più in qualità che in valore. Per questo, grazie anche ai fondi Psr e Ocm Promozione della Regione Marche, dobbiamo far percepire ancora di più l’equazione tra qualità e “brand Marche” a buyer e consumatori del nostro prodotto enologico».
Parlano marchigiano anche i “Best in Class”, ovvero i vini che per “Civiltà del bere” hanno ottenuto il maggior numero di valutazioni di eccellenza nelle rispettive categorie (rosso, bianco, bollicine, dolci). Qui il San Paolo, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg 2012 di Pievalta – Barone Pizzini è risultato il miglior Bianco italiano assieme ad altri tre vini top: la Ribolla di Josko Gravner, il Cervaro della Sala di Antinori e l’altoatesino Nussbaumer (Cantina Tramin). Nella classifica legata ai Maestri, che premia le Case vinicole che negli ultimi tre anni hanno ricevuto giudizi di eccellenza da almeno tre guide su otto, figurano infine Bucci, Gioacchino Garofoli, Fattoria La Monacesca, Il Pollenza, Santa Barbara, Umani Ronchi, Velenosi e Oasi degli Angeli, che con il suo Kurni, Marche Rosso Igt 2014 è il primo vino marchigiano in classifica con 6 giudizi di eccellenza su 8.

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