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Mercato delle Erbe
si allungano i tempi del recupero

ANCONA - Ulteriore proroga per accogliere le proposte dei privati per riqualificare il mercato. C'è tempo fino al 5 maggio. Slitta al 22 aprile il faccia a faccia tra sindaco e Vista Mare alla biblioteca Amatori
sabato 25 Marzo 2017 - Ore 18:34
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Il Mercato delle Erbe di corso Mazzini

 

di Agnese Carnevali

Ulteriore proroga al bando per la riqualificazione del Mercato delle Erbe di corso Mazzini. Il nuovo termine entro il quale far giungere al Comune le proposte è fissato per il 5 maggio. Il secondo rinvio, dopo il primo che aveva spostato la scadenza dal 4 al 30 aprile (leggi articolo). E slitta anche l’incontro sul tema promosso da Franco Amatori nella sua biblioteca di via della Loggia. Quello che doveva essere il primo faccia a faccia tra il sindaco Valeria Mancinelli e l’associazione Vista Mare, guidata da Antonio Roversi, ed ideatrice del progetto Centro città, che comprende l’edificio liberty di corso Mazzini, non si terrà più sabato prossimo (1° aprile) ma il 22 aprile. Confermata la presenza all’incontro di Mario Breglia, fondatore di Scenari immobiliari. Che i due fatti siano legati? Tenere il bando aperto più a lungo per facilitare il confronto tra l’amministrazione e Vista Mare? No. Sembrerebbe essere stata la casualità a determinare il posticiparsi di ambedue gli eventi. Il sindaco, che si è dichiarato aperto al dibattito, non pare comunque disponibile a fare un passo indietro sull’impianto del bando. Nessuna intenzione di sottrasi però al faccia a faccia. Mancinelli sabato prossimo sarà impegnata nel congresso cittadino del Pd. Impossibilitato il sabato successivo Roversi. Poi lo stop per Pasqua. Il primo sabato utile è sembrato, dunque, il 22. E il rinvio al 5 maggio per la presentazione delle proposte sulla riqualificazione del Mercato delle Erbe? Le motivazioni non sono spiegate nel decreto di proroga. Possibile che in presenza di poche domande (o in loro completa assenza) il Comune abbia deciso di concedere più tempo per favorire la partecipazione. I principali imprenditori della città, da Boari a Capannelli, hanno fatto già sapere di non essere interessati (leggi l’articolo), lo stesso ha fatto Roversi, titolare dell’azienda del Carmine (leggi l’articolo). No di certo alle condizioni poste dal bando, come ribadito all’evento pubblico delle scorsa settimana sotto la Galleria dorica (leggi l’articolo). Qual è il nodo che contrappone amministrazione e Vista Mare? Il bando aperto dal Comune comprende la sola riqualificazione della struttura di corso Mazzini per una spesa di 1,5 milioni in cambio di una concessione per la gestione dell’immobile di 30 anni. Nessuna possibilità di ampliamento del piano superiore. Vista Mare rifiuta in toto l’approccio. Non si può pensare al restauro del Mercato delle Erbe astraendolo dal suo contesto e rilancia, chiedendo che il manufatto sia inserito in una strategia complessiva di riqualificazione del centro. Ovvero, le vie che circondano l’edificio, la Galleria dorica, l’ex Palazzo della Provincia, piazza Pertini. Una visione che cozza con la filosofia dei “piccoli passi” alla quale da sempre si ispira il sindaco. La paura della cattedrale nel deserto che si scontra con quella dei progetti faraonici ed insostenibili. Inoltre, come ha sottolineato l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini rivolgendosi a Roversi su fb «il Comune sta già lavorando per ridare vita ai luoghi sui quali l’associazione ha presentato progetti. Ma di progetti in quei luoghi c’è ne sono già tanti che propongono gli stessi obiettivi. Addirittura purché si riesca a valorizzare in termini di qualità della città siamo pronti a valutare qualsiasi proposta che abbia una sostenibilità economica reale. Tanto che non abbiamo fatto un bando per il Mercato delle Erbe bensì una consultazione preliminare di mercato attraverso la quale gli imprenditori possano avanzare un progetto gestionale del sito e un recupero della struttura che offra valore alla città. Quindi attendiamo una sua proposta, sostenuta dai suoi finanziatori». Forse Mario Breglia aiuterà a sbrogliare la matassa il 22 aprile, mentre ognuno sembra voler rimanere sulle proprie posizioni.

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