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Scioperano i lavoratori
delle residenze per anziani

LAVORO – Incrociano le braccia per l’intera giornata gli operatori delle case di riposo private per il rinnovo del contratto nazionale
lunedì 27 marzo 2017 - Ore 11:47
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La manifestazione in via I Maggio

Lo sciopero alla Residenza Dorica

 

Aggiornamento delle 18:

La Cgil dichiara un’adesione superiore al 70% alla giornata di sciopero e circa 150 manifestanti al presidio davanti alla Residenza dorica. Si tratta degli addetti alle Rsa (residenze sanitarie assistite) per anziani che, nella provincia di Ancona, sono circa 247 e fanno riferimento ai gruppi Santo Stefano (Residenza dorica, Anni Azzurri) e Zaffiro. “Non è solo una rivendicazione economica ma la richiesta di un riconoscimento per il delicato lavoro svolto ogni giorno da queste lavoratrici e lavoratori che si prendono cura dei nostri anziani” dichiara Stefania Ragnetti, segretaria generale Fp Cgil Ancona.

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Da otto anni sono senza contratto nazionale di lavoro, oggi hanno deciso di incrociare le braccia per l’intera giornata i lavoratori del settore socio assistenziale che lavorano nelle residenze sanitarie per anziani. Ad Ancona la manifestazione provinciale è iniziata alle 10,30 davanti alla Residenza Dorica in via I Maggio. Al centro della protesta le proposte, definite “inaccettabili” da Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Uil Fpl, avanzate da Anaste, l’associazione che riunisce le imprese private del settore, al tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. Le categorie di Cgil, Cisl e Uil denunciano “l’aumento dell’orario di lavoro da 38 a 40 ore settimanali; la riduzione, fino all’azzeramento, dei permessi retribuiti; l’azzeramento del pagamento dei primi tre giorni di malattia, l’aumento medio lordo di 19 euro dopo 8 anni di mancato rinnovo del contratto”. Proposte ben lontane dalle richieste sindacali che, nella piattaforma unitaria, rivendicano “un aumento economico di 110 euro e l’adeguamento del sistema di classificazione, l’estensione delle tutele, a partire da malattia, maternità, formazione, il rafforzamento delle relazioni sindacali, al fine di valorizzare le professioni e dare il giusto riconoscimento al lavoro degli operatori tutti”. Le richieste di Anaste per Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Uil Fpl mirano “ad unificare le condizioni di chi opera nel settore, e a contrastare il crescente dumping dovuto alla frammentazione contrattuale. Solo attraverso la tutela dei lavoratori è possibile migliorare la qualità del lavoro”. Per queste ragioni è stato proclamato lo sciopero in tutte le strutture interessate e su tutto il territorio nazionale, salvaguardando i servizi minimi essenziali all’utenza, per dire “basta alla logica di fare profitto attraverso il peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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