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Un ingegnere fidardense
dietro agli effetti speciali
di ‘Fast & Furious 8’

L'INTERVISTA - Mirco Paolini, creativo Fx Td di 33 anni, ha collaborato con lo studio Pixomondo di Toronto per costruire le scene digitali del film con Vin Diesel. "Sono specializzato nella simulazione di fuoco, esplosioni, uragani e acqua - racconta - Un lavoro che ho costruito unendo passione, creatività e studio. Ecco come sono arrivato da Castelfidardo a Hollywood"
martedì 28 Marzo 2017 - Ore 13:28
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Mirco Paolini, il  talentuoso ingegnere di Castelfidardo che aveva già firmato effetti visivi per il film ‘Independence Day 2’

 

C’è un po’ di Castelfidardo nell’ottavo episodio della saga Fast & Furious. ‘The Fate of the Furious’, titolo originale della pellicola, uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 13 aprile e alcuni effetti ‘visivi’ di scene con acqua costruite al computer, sono stati realizzati da Mirco Paolini, esempio di ‘cervello’ non in fuga dall’Italia. L’ingegnere fidardense ha 33 anni, è sposato e fa questo lavoro dal 2010. “Da quando- racconta- ho aperto la mia attivita’ professionale, qua nel mio ufficio a Castelfidardo, dopo il diploma scientifico e la laurea in ingegneria elettronica conseguita alla Politecnica delle Marche di Ancona. Il mio lavoro si colloca nella definizione di ‘effetti visivi’, o in gergo tecnico Vfx. Sono una evoluzione degli ‘effetti speciali’ classici, dove non si utilizzava il computer. Io uso il computer e softwares appositi per ricreare ciò che nella realta’ non esiste, attraverso tecniche piuttosto complesse. Questa ‘realtà generata al computer’, la Cgi (computer generated images) viene usata al giorno d’oggi nel cinema, nella pubblicita’, nei videogiochi, nei documentari o anche nei video aziendali. Nel caso particolare del cinema, sono elementi che usualmente vengono inseriti quando non è possibile riprenderli dal vivo, quando in natura non esisterebbero o quando le scene sono troppo pericolose”.

Mirco, di che cosa ti occupi nello specifico?

“Nel mio caso specifico, nel mondo dei Vfx io mi occupo dell’ambito che riguarda la simulazione digitale di fenomeni atmosferici e fluidodinamici: fuoco, esplosioni, uragani, acqua, oceani e via dicendo. La mia figura ha anche essa un nome tecnico: Fx Td. Il mio è un settore di nicchia nella realtà creata al computer perché richiede oltre che una passione artistica, anche delle solide basi tecniche, nonché computer piuttosto potenti”.

Ma come sei approdato a questa tecnica?

“Dal 2008 ho iniziato a fare ricerca e sviluppo, in maniera totalmente autodidatta nel settore della fluidodinamica applicata agli effetti visivi, collaborando come beta tester a utilizzare softwares che nel 2008 erano quasi agli albori in termini di utenza domestica. Solo in grossi studi esteri famosi ci si poteva permettere di realizzare scene con effetti atmosferici molto complessi. Ogni video che facevo veniva pubblicato sul web e ho notato una crescita’ di interesse sempre maggiore verso il ramo in cui mi stavo specializzando: le simulazioni fluidodinamiche”.

Ci vogliono attrezzature di alta tecnologia?

“Per fare una stima della complessita’, in uno dei recenti progetti commissionati dall’emittente SKY, cioé il promo della Motogp 2017, che si svolge in un deserto con fumo e grosse tempeste di sabbia, il calcolo hardware richiesto è stato di centinaia di ore ininterrotto. In linea pratica, ho il mio ufficio con diversi computer e collaboro a distanza con altri studi di Vfx in giro per il mondo, studi che richiedono supporto sull’ambito della realizzazione degli effetti sopra citati. Sono poche le figure che coprono in totale o parziale indipendenza queste fasi particolari del lavoro. Ci teniamo in contatto mediante controllo remoto dei computer e skype,di solito. Una volta che io ho realizzato la mia parte di lavoro, diciamo il mio progetto, ad esempio una esplosione digitale completamente realistica) spedisco tramite Hard Disk o E-mail il mio prodotto”.

E in questo modo sei arrivato anche a Hollywood?

“Sì, ho iniziato a lavorare per il mercato hollywoodiano nel 2014, per il film ‘La Luce sugli Oceani’, con il premio oscar Michael Fassbender (uscito da poco nelle sale). Ma la vera svolta è arrivata con il film ‘Independence Day 2’, nelle sale cinematografiche lo scorso anno, distribuito dalla 20Th Century Fox. In quel caso ho collaborato con lo studio Why Worry Productions di Diego Panadisi alla realizzazione di alcune esplosioni digitali durante una battaglia nell’Area 51 sotto l’attacco degli alieni. In quel caso ho anche realizzato il mare per il nuovo logo della Centropolis Entertainment, la casa di produzione di Roland Emmerich, regista conosciuto per film come l’’Alba del Giorno dopo’,’Stargate’,’2012’, e sotto la supervisione di Greg Strasz,Visual Effect Supervisor alla Centropolis Entertainment con il quale sto attualmente portando avanti un progetto di prossima uscita”.

Insomma sembra di capire che sei uno ‘specialista’ di acque digitali agitate….

“Indubbiamente la mia specialita’ rimane creare acqua in computer grafica, credo attualmente la cosa piu’ difficile in questo settore per via della sua natura e varieta’. E la sfida è arrivata proprio con il film di prossima uscita, 13 Aprile, Fast and Furious 8,prodotto dalla Universal”.

Puoi svelarci qualche retroscena sul sequel di Fast & Furious 7 ancora una volta interpretato da Vin Diesel?

“Su questo film ho lavorato a diverse scene realizzando alcune scene con acqua ricreata al computer, per quasi 10 mesi in collaborazione con lo studio Pixomondo a Toronto, che mi ha assunto da remoto. Non posso svelare moltissimo prima dell’uscita del film, posso solo dire di tenere gli occhi puntati sulle scene sulla costiera di Malecom, a Cuba, dove ci sarà molta acqua!”

Quali saranno le tue prossime sfide?

“In questo momento sto approfondendo lo sviluppo di nuovi algoritmi che mi permetteranno di migliorare i programmi con i quali lavoro. Questo è un settore di nicchia ma la tecnologia si evolve con ritmi quasi giornalieri e non scherzo sostenendolo”.

E’ un lavoro che offre anche soddisfazioni economiche? Perchè hai preferito restare a Castelfidardo e non andare via dell’Italia per lavorare con i grandi studi di produzione che si trovano nelle metropoli del mondo?

“Si, offre grandi soddisfazione economiche. Restare a Castelfidardo è stato una decisione voluta e ben ponderata. Ho privilegiato il percorso imprenditoriale alla scelta di diventare dipendente di grandi studi professionali all’estero che mi hanno contattato e offerto ottime occasioni di lavoro. L’ha fatto perché non volevo perdere il nome della mia ditta che garantisce al cliente referenze certe. E nel corso di 5 anni, supportato da attrezzature sempre più potenti, ho potuto sviluppare programmi complessi che mi hanno permesso di offrire un prodotto di qualità, competitivo con quello dei grandi studi. Ho iniziato mettendo sul web i miei filmati e chi fa scouting di professionalità mi ha trovato. Sono partito con lavori pubblicitari, poi sono arrivato alla produzioni holliwoodiane”.

E che cosa consiglieresti ad un giovane laureato?

“Il primo consiglio è quello di studiare e di imparare bene l’inglese, perché è un dettaglio vitale. Poi è fondamentale seguire le proprie passioni per renderle produttive ed essere soprattutto sempre aggiornati per rimanere anche visibili e propositivi. Io non aspetto che il mio cliente chieda, propongo io nuove soluzioni. E’ difficile individuare una formula vincente che vada bene per tutti”.

Per riassumere competenza professionalità, passione….

“In estrema sintesi, sì. Questo è il lavoro creativo che voleva fare da piccolo. Fin da quando avevo 7 anni giravo con la telecamera filmati con la tecnica di ripresa stop-motion. Poi ho cominciato a produrre dei cortometraggi e nel contempo studiavo l’informatica o meglio l’automazione. Mi sono reso conto che da queste due mie passioni poteva nascere un lavoro sicuramente nuovo. Un lavoro di nicchia in un settore già di per sé di nicchia che ad esempio nelle Marche non fa nessuno. Il sostegno della mia famiglia in questo percorso non è mai mancato”.

(m.p.c.)

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