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«Mangiate il panino della solidarietà»,
i lavoratori delle mense
scrivono ai bambini

ANCONA - Sciopero del settore per il rinnovo contrattuale, atteso da 40 mesi. Il personale, davanti alle scuole della provincia, consegnerà una lettera ai piccoli e alle loro famiglie. "Siete i nostri preziosi alleati in questa battaglia"
giovedì 30 Marzo 2017 - Ore 17:30
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Uno dei centri cottura comunali (foto d’archvio)

 

Sciopero delle mense scolastiche, i lavoratori e la lavoratrici di Ancona scrivono una lettera ai bambini di scuole elementari e materne per spiegare loro perché domani (31 marzo) a scuola dovranno portarsi da casa un panino per pranzo. «Un panino chiamato solidarietà, perché siete voi i nostri preziosi alleati per questa battagli di dignità», si legge nella missiva.

Domani nelle Marche incroceranno le braccia 30 mila addetti del settore mense, ma anche di quello delle imprese di pulizia, della ristorazione e del turismo, per la mobilitazione nazionale, che vedrà una manifestazione nazionale a Roma. Quattro i pullman in partenza dalla regione. Contemporaneamente, davanti alle scuole della provincia di Ancona, i lavoratori e le lavoratrici delle mense scolastiche distribuiranno la lettera che hanno scritto ai bambini. «Cari bimbi – recita la missiva – oggi (31 marzo), è una giornata un po’ strana, vedete? Oggi non ci sono quelle signore sorridenti, a prepararvi il pranzo e a distribuirlo tra i vostri tavoli ben apparecchiati. Non ci sono neanche molte delle signore che puliscono. In qualche scuola quindi molti bambini sono usciti prima e, in altre scuole, altri bimbi mangeranno un panino. Ma perché? Cosa è accaduto? È successo che quelle signore un tempo sorridenti, che vedete tutti i giorni, stanno facendo ormai da un po’ una lunga, difficile battaglia. Da una parte ci sono quelli forti – continua la lettera -, i datori di lavoro che sono pochi ma sono potenti perché sono multinazionali e hanno  il potere di dire “fai questo senza questo”, “fai quello in meno tempo”, “fai quell’altro con meno diritti” e dall’altra parte ci sono loro, le signore della mensa e delle pulizie che sono tante, tantissime, un milione e mezzo, ma sono tutte sparse qua e là in gruppetti (appalti) di tre, quattro, cinque lavoratori e per essere forti si devono unire tutti, come un esercito e possono dire a chi è  grosso e prepotente che devono ringraziare i lavoratori se sono diventati tanto potenti e che, senza di loro, non vanno da nessuna parte. Possono anche dire loro che il lavoro non è una merce, che la qualità di un servizio, così delicato, è importante e che questo giochino del prezzo sempre più basso, che alla fine va a prendere la serenità e i soldi dei lavoratori, ha spento il sorriso anche delle signore che erano lì a lavorare per dei bambini belli e allegri come voi. Il loro sorriso però lo rivogliono e oggi se lo sono andate a riprendere con tutte le loro forze. Infatti stanotte si sono svegliate prestissimo per andare tutte a Roma ed esigere, unite, un contratto dignitoso. Ora guardate il vostro panino e pensate che, in questo momento, anche voi state sostenendo la loro causa. Oggi dite ai vostri genitori e alle vostre insegnanti (che pure sono guerriere come noi e ci capiscono) che siete orgogliosi di essere dei preziosi alleati per una battaglia che si chiama solidarietà e dignità.  Domani, quando ritorneranno, fermatevi a osservare una di loro e fatele un sorriso. Capiranno che siete dalla loro parte e che la vostra generazione sta già diventando parte di un mondo più giusto e più equo, per il bene di tutti. Una carezza e un sorriso a tutti voi».

La principale rivendicazione che ha spinto alla giornata di sciopero, il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da oltre 40 mesi. Obiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di contrastare le richieste datoriali che mirano sostanzialmente a ridurre scatti di anzianità, permessi e carenza malattie. A questo si aggiunge la proposta di aumenti salariali ritenuti dai sindacati insufficienti. Nel mirino di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ci sono anche gli ennesimi attacchi delle associazioni datoriali sul cambio di appalti. Le tre sigle evidenziano che questi settori, troppo spesso marginalizzati, hanno in realtà una funzione strategica, soprattutto nei servizi pubblici (scuole e ospedali).

A seguito dello sciopero, ad Ancona il servizio non sarà garantito nelle scuole elementari e materne. Nessun disagio previsto, invece, negli asili nido serviti dai centri cottura del Comune.

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