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Sequestro animali ai mendicanti:
si accende il dibattito in Consiglio,
al voto il 4 aprile

ANCONA – Il nuovo regolamento del Comune va alla valutazione dell'aula. Fa discutere l'articolo 11, sul ritiro degli animali ai clochard. Verdi: “Regole giuste”. Sel: “Vergognoso attacco ai poveri e non alla povertà”
giovedì 30 marzo 2017 - Ore 18:09
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Regolamento animali, il 4 aprile si vota in Consiglio comunale, ad Ancona. Oltre 60 pagine, 55 articoli per regolare la convivenza in città degli animali e tutelare il loro benessere, un lungo elenco di divieti, norme e prescrizioni che regolano la vita urbana degli amici a quattro zampe e dei loro padroni. Circhi, cani, accesso a parchi e spiagge, ma anche regole di buona cura degli animali domestici. Per chi non le rispetta scattano le multe: da 77 a 500 euro, ma possono arrivare fino a 1.600 euro le sanzioni per gli animali esotici, in base alla legge regionale 12/02. Un articolo in particolare ha acceso il dibattito: l’articolo 11 che vieta l’uso di animali per l’accattonaggio (leggi l’articolo). Al mendicante segnalato, la polizia municipale può ritirare il cane o l’animale da compagnia e consegnarlo al servizio veterinario dell’Asur. Se il cane risulta dotato di microchip e in buona salute può essere restituito, ma in ogni caso scatta la multa. Il consigliere M5S Francesco Prosperi si è astenuto al voto in commissione e annuncia emendamenti all’articolo, mentre la norma divide il Consiglio. I Verdi difendono il regolamento.  “Dopo tre anni di lavoro, in cui i nostri consiglieri Michele Polenta e Marcello Milani hanno collaborato a stretto contatto con le associazioni animaliste quali Oipa, Lav, Legambiente e Wwf, e con assessori e tecnici comunali, per redigere tale Regolamento, partendo dalla bozza generica prevista dall’Anci, anche il Comune di Ancona è pronto per adeguarsi a molti altri grandi Comuni italiani, che da molto tempo prestano grande attenzione sia agli animali domestici che a quelli selvatici – scrivono i Verdi -. Era inimmaginabile che Ancona continuasse ad operare su una materia così complessa e vasta con delle semplici e vecchie ordinanze del sindaco. Speriamo che i cittadini accolgano con piacere questo atto, ricordando anche che le regole sulla vita dei nostri amici a quattro zampe servono a poco se poi i padroni sono i primi non avere rispetto per loro e per la comunità in genere”. Di parere opposto il capogruppo Sel Francesco Rubini. Per Rubini, il regolamento “contiene una norma che, dietro la finta volontà di tutelare gli animali, cela un vergognoso attacco a chi, indigente, è costretto a vivere da mendicante”. “Misure repressive non solo dal carattere vistosamente securitario, ma evidentemente illogiche e inefficaci: che multa potrà mai pagare una persona ridotta in totale povertà? Ma sopratutto: che senso ha togliere a soggetti di questo tipo l’animale domestico da compagnia che spesso altro non è che l’ultima ancora di salvataggio per delle esistenze al limite della sopravvivenza?”, si chiede Rubini. “Il timore più che fondato è che dietro un regolamento così formulato ci sia ancora una volta il tentativo bislacco di trasformare i problemi sociali in questioni di ordine pubblico. Non saranno certo delle stupide misure repressive a migliorare la vita di persone ed animali costretti a vivere ai margini della società. Ancora una volta dunque si colpiscono i poveri invece che la povertà”, conclude Rubini annunciando il voto contrario del gruppo Sel.

(E. Ga.)

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