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Sgominata la banda del Gargano:
10 in manette per furto e riciclaggio

OPERAZIONE – I carabinieri di Osimo hanno messo fine alla gang di ladri pendolari che ha razziato le aziende di Ancona e Macerata: 6 sono in carcere, 4 ai domiciliari con il braccialetto elettronico
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Il luogotenente Luciano Almiento a sinistra e il capitano Raffaele Confroti

 

Da luglio 2016 avevano scelto Ancona e Macerata come loro terreno di caccia, mettendo a segno 23 colpi nelle aziende, per un danno di circa 1,5 milioni di euro. E nonostante fossero già stati arrestati tra gennaio e febbraio, continuavano a progettare furti, a dare informazioni alla criminalità, a rubare nei Comuni del Foggiano violando i domiciliari. Per questo ieri sono di nuovo scattate le manette e stavolta in 6 sono finiti in carcere. Il decimo uomo, Antonio Di Rienzo, 67 anni, nato e residente a Foggia, era già incarcerato a Montacuto, dove gli è stata notificata una ulteriore ordinanza di custodia cautelare. Il cerchio è chiuso, la banda è finita: sei sono in carcere, altri quattro ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

Antonio Di Rienzo

E’ il risultato delle indagini dell’operazione Gargano condotta dai carabinieri di Osimo, diretti dal capitano Raffaele Conforti e guidati dal luogotenente Luciano Almiento, partita ad ottobre scorso. Il gruppo criminale aveva preso di mira beni all’ingrosso facilmente commerciabili, individuate grazie ad un basista, che secondo gli inquirenti sarebbe Giuseppe Console, autista foggiano di 52 anni, residente a Loreto ma domiciliato a Recanati. Secondo le indagini dei carabinieri, proseguite per mesi con intercettazioni e appostamenti, la mente della banda sarebbe Giorgio La Gatta, 32 anni, e del suo braccio destro Pasquale Sarrocco, autotrasportatore 26enne.

 

I tre vertici avrebbero impiegato come “manovalanza” l’operaio 46enne Antonio Di Canio, i braccianti agricoli Gaetano Di Canio di 48 anni e Michele Di Canio di 42 anni, l’omonimo Michele Di Canio di 23 anni (incensurato) e il 40enne Michele Arcangelo Soccio. Un sodalizio criminale stretto anche da forti legami di parentela tra alcuni degli indagati. Gran parte della banda, 8 in tutto, era stata catturata il 12 gennaio scorso durante il blitz in A14 dei carabinieri. L’ultimo a finire in manette lo scorso 23 febbraio a San Severo era stato Mario Antonio Luminoso. Il 47enne era sfuggito alla retata e si era rifugiato nella soffitta di casa, sentendo stringersi attorno il cerchio dei carabinieri.

Mario Antonio Luminoso, sfuggito all’arresto del 12 gennaio

Al termine delle indagini è stato raggiunto dal capo d’accusa anche il decimo uomo, Antonio Di Rienzo, già in carcere a Montacuto. Tutti quanti sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, furto aggravato continuato in concorso, ricettazione, riciclaggio e rapina. I pendolari del furto hanno messo in ginocchio intere imprese della zona dell’anconetano e del maceratese. Al termine dell’inchiesta, i carabinieri del nucleo operativo di Osimo hanno ottenuto dalla pm Irene Bilotta, titolare del fascicolo, la custodia cautelare in carcere per i 6 principali indagati, e per gli altri 4 i domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico.

 

La banda nei primi 8 arresti di gennaio. In alto, da sinistra: Giuseppe Console, Antonio Di Canio, Gaetano Di Canio, Michele Di Canio. Sotto, da sinistra: Michele Arcangelo Soccio, Pasquale Sarrocco, Giorgio La Gatta, Michele Di Canio

Banda dei furti nelle aziende: preso anche il nono uomo

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