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Sanità, Cgil contro la Regione:
“Dite la verità”

INTERVENTO – Il sindacato attacca a tutto campo: tagli al personale, liste d’attesa, mobilità passiva, dipendenti Croce Rossa, l’acquisto dell’Interporto, ospedale di Osimo. Giacomo Mancinelli: “Meno passerelle e più rispetto”
lunedì 3 aprile 2017 - Ore 12:15
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“E’ giunta l’ora di fare meno passerelle e di raccontare la verità ai cittadini, con rispetto”. Firmato, Fp Cgil dell’Area vasta 2. Un lungo intervento del segretario Giacomo Mancinelli che attacca a tutto campo la Regione sulla sanità. A provocare la reazione è stata la giornata della trasparenza, celebrata venerdì scorso 31 marzo con un incontro in video conferenza dell’Asur. “Ha spiegato l’Asur perché l’Area vasta 2 non abbia mai attuato quanto stabilito sulle liste d’attesa dall’accordo sottoscritto il 6 agosto 2014?” si chiede Mancinelli, ricordando che l’impegno era di rendere i tempi di attesa del servizio pubblico pari a quelli privati e che il tetto delle prestazioni rese a pagamento in libera professione non superasse quello del servizio sanitario. “Le Marche sono al primo posto in Italia sulla sanità? In Emilia Romagna la riduzione delle liste di attesa è stata affrontata con un intervento forte sull’intramoenia, disponendo il blocco dell’attività libero professionale in caso di superamento delle attività istituzionali e di sforamento dei tempi di attesa massimi prefissati. La ricetta adottata è un piano con valutazione dei direttori legata al risultato sulle liste di attesa – continua la Fp Cgil -. L’Area vasta 2 questa regola l’aveva sancita nel 2014, ma le direzioni dell’Asur Marche e dell’Area vasta 2, nonché la Regione Marche, continuano ad ignorarla, come se non esistesse”. Avanti: il contratto del personale. “Abbiamo scritto il 30 marzo al presidente della Regione Marche per lamentare una totale assenza di trasparenza, non ultimo anche sul piano contabile e finanziario, a proposito della costituzione dei fondi contrattuali del personale del comparto dell’Area vasta 2. Fondi contrattuali anni 2015 e 2016, che, ricordiamo anche questo fatto per l’ennesima volta, sono stati irregolarmente costituiti, e nonostante il protocollo d’intesa regionale firmato il 27 febbraio dallo stesso presidente Ceriscioli prescriva di rideterminarli in maniera esatta, confermando quindi la denuncia, essi non vengono ridefiniti correttamente. Evidentemente era un disegno ben preciso quello di far cassa con i soldi dei dipendenti del comparto, facendo perdere loro una gran fetta di salario”. L’atto di accusa del sindacato non finisce qui. “Omertà pure sulla mobilità passiva, sui 15 milioni di euro spesi per acquistare la palazzina dell’Interporto, sul personale ex Croce Rossa Italiana che, pur non essendo autista soccorritore, è comunque arrivato all’Area vasta 2 e dal primo gennaio sta lavorando senza aver mai firmato un contratto di lavoro, sul mantenimento del punto di primo soccorso all’aeroporto di Falconara senza che Aerdorica abbia coperto per intero le spese e senza conoscere come siano attualmente mantenute queste attività, sulla vicenda dell’ospedale di Osimo che prima lo si lascia morire per consunzione (impoverimento di servizi e personale) e poi si cerca di vendere la questione come fosse una riorganizzazione ragionata. Altro che accresciuta sensibilità sui temi della legalità e della trasparenza” conclude il lungo intervento della Cgil.

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