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Ripascimenti di Portonovo:
le indagini ambientali
sono ferme al 2014

ANCONA – La Regione aveva ordinato i controlli, ma l'Arpam ha svolto il monitoraggio solo per un anno. Ora il Comune assegna il compito all'Università: 73 mila euro per finire i monitoraggi arretrati del 2015 e del 2016. Intanto si appaltano i nuovi ripascimenti
domenica 9 aprile 2017 - Ore 19:02
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La spiaggia del molo, foto d’archivio

 

 

Estate in vista, già in atto le procedure per un nuovo ripascimento di oltre 7.800 metri cubi di ciottoli nella zona del molo di Portonovo. Peccato che nel 2013 la Regione aveva dato il suo via libera agli stessi lavori ad una condizione: portare a termine un piano di monitoraggio triennale che studiasse l’impatto del ripascimento sulla baia. E oggi si scopre che l’indagine in realtà è ferma al 2014. L’Arpam ha eseguito il compito solo un anno, insieme con il Dipartimento scienze della vita e dell’ambiente dell’Univpm, poi non ha più rispettato la convenzione con il Comune. Sollecitata lo scorso giugno, ancora nessuna risposta. E’ allora di fine febbraio la decisione del Comune con la determina del dirigente Luciano Lucchetti: annullata la convenzione con l’Arpam e assegnati tutti i compiti di monitoraggio sull’ambiente al Dipartimento diretto dal professore Roberto Danovaro dell’Università. Costo dell’operazione: 73 mila euro. Sarebbero stati 30 mila euro all’anno più Iva, ma visto che ci sono da recuperare 2 anni, all’Università va l’intera cifra per concludere il lavoro. Peccato che la condizione imposta dalla Regione nel 2013 in conferenza dei servizi, che aveva dato il suo nulla osta al ripascimento nel tratto tra il Molo e Ramona a patto che venisse svolta una indagine ambientale di durata triennale sugli effetti del ripascimento, poi in realtà non sia stata rispettata. La relazione dell’Arpam si ferma al 2014. Lo scorso giugno l’ultimo contatto tra i dirigenti del Comune e quelli dell’Arpam, ma nonostante le rassicurazioni da parte dell’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, tutto è rimasto fermo e silenzioso. Per questo il Comune a fine febbraio ha tirato le somme e tolto l’incarico all’agenzia regionale. Resta la beffa: mentre sono in moto le procedure per un nuovo ripascimento e si chiede alla Regione ancora una valutazione di impatto ambientale per poter avviare nuovi lavori, come ogni anno, le indagini ambientali che dovrebbero assicurare l’impatto zero di questi interventi sull’habitat della baia sono ferme da tre anni.

(E. Ga.)

Mare Libero: “No al ripascimento di Portonovo”

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