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Insidiata dal pedofilo via Facebook
e vittima dei bulli perché in carne,
i ragazzi denunciano i rischi della rete

ANCONA - Al Liceo Rinaldini si è tenuto l'incontro con Laura Seveso, giudice del tribunale dei minori e Luca Russo, analista forense e presidente dell’associazione Ragazzi in Rete. Oltre 200 studenti hanno partecipato per denunciare e raccontare le loro esperienze
sabato 22 Aprile 2017 - Ore 21:29
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di Federica Serfilippi

Una ragazzina derisa e bullizzata dai compagni di scuola perché grassottella. Un’altra insidiata sui social network da un presunto pedofilo. Sono le storie che due minori, senza paura e vergogna, hanno voluto raccontare questa mattina davanti ad una platea di circa due 200 ragazzi del liceo classico Rinaldini. Lo hanno fatto nel corso di un incontro voluto dalla dirigenza scolastica per sensibilizzare tra gli studenti la questione del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni spesso vissuti in prima persona dai ragazzi, sia come vittime che carnefici. L’interesse sui temi – affrontati da Laura Seveso, giudice del tribunale dei minori e Luca Russo, analista forense e presidente dell’associazione Ragazzi in Rete – è stato così forte che alcuni minori hanno preso la parola per denunciare le storie di cui sono stati, loro malgrado, protagonisti. Una ragazza ha raccontato di essere stata al centro delle mire dei bulli per molti mesi, quando ancora frequentava la scuola media. La sua unica colpa sarebbe stata quella di essere troppo in carne. Motivo per cui i compagni l’avrebbero pizzicata, punzecchiata e derisa continuamente. Fino alla sua decisione di cambiare il suo corpo. Perdendo chili, pensava che l’avrebbero lasciata in pace. Invece, non è servito a nulla. I bulletti avrebbe continuato a schernirla, questa volta per l’eccessiva magrezza. Un circolo vizioso senza fine. La ragazzina ne è però uscita, accettandosi finalmente nelle sue forme. «O vado bene così, oppure starete senza la mia amicizia» ha detto oggi, sicura e fiera di sé. È stata ferma anche le decisione di una sua collega di liceo. La ragazza, minorenne, sarebbe stata schiacciata dai pericoli della rete. Da quanto emerso, è stata agganciata su Facebook da un profilo sospetto che fin da subito l’avrebbe assillata per avere delle sue foto. Semplice richiesta di uno spasimante troppo insistente o l’ombra di un pedofilo? Lei non ha voluto pensarci troppo e ha deciso di chiudere immediatamente il suo profilo per non cadere in trappole sessuali. La conferenza di oggi, durata quasi tre ore, si è svolta nell’ambito di incontri che Luca Russo sta portando avanti da mesi in molte scuole della regione per discutere anche di aspetti giuridici e sulle leggi che regolamentano i reati informatici. In altre occasioni erano emersi casi di bullismo e cyberbullismo (leggi l’articolo).

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