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Uffici postali in tilt
per il nuovo servizio di ritiro
raccomandate e pacchi

CORRISPONDENZA - Il nuovo segretario della categoria Slp-Cisl Dario Dominici denuncia i disservizi in corso agli sportelli delle Marche. "L'operazione per il miglioramento della rete di consegna fa acqua da tutte le parti"
lunedì 24 Aprile 2017 - Ore 13:47
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L’interno di un ufficio postale (foto d’archivio)

 

Ritiro raccomandate, assicurate, atti giudiziari, pacchi non consegnati al domicilio del destinatario, parte il nuovo servizio di Poste. Ed è subito caos. Presentato come novità per rendere più veloce e capillare per gli utenti il ritiro agli sportelli del materiale non recapitato a casa, con la possibilità di andare agli uffici postali già il giorno dopo la mancata consegna, il nuovo meccanismo «fa acqua da tutte le parti prima ancora di cominciare» afferma Dario Dominici, appena riconfermato alla guida del Slp-Cisl Marche. «Ormai da oltre una decina di giorni i clienti sono vittime dei più disparati disservizi – denuncia il sindacalista -. Lunghe attese per arrivare agli sportelli, avvisi non riconosciuti dai sistemi informatici, inviti a tornare il giorno successivo a quello indicato dall’avviso stesso». Insomma, sulla nuova rete, formata da 81 nuovi uffici dove ritirare gli oggetti a firma (rac, ass, ag), 106 per i pacchi e 48 per i pacchi fermoposta, regna il caos, secondo quanto riportato da Dominici. E non basta. Aggiunge il segretario Slp: «Sono stati già aperti dei conflitti di lavoro visto che personale e uffici non sono pronti a questa novità, scaricata sui dipendenti dalla sera alla mattina e senza la preventiva consultazione del sindacato di categoria. I clienti – continua il rappresentante dei lavoratori – al momento rischiano di andare a ritirare la propria corrispondenza un giorno in ufficio e un giorno in un altro per la imperizia aziendale nell’organizzare un progetto che potrebbe essere anche condivisibile, se ci fosse la volontà di risolvere i tanti problemi». Quali? «La mancanza di personale negli uffici postali, che ora oltre alle normali mansioni si deve anche occupare di ricevere, sistemare e consegnare pacchi e raccomandate ai destinatari che vengono a ritirarli. La mancanza di spazi e dei necessari arredi, nonché degli automezzi per garantire la distribuzione delle inesitate in tutto il territorio regionale. Per non parlare della formazione del personale, improvvisata e avviata in ritardo».

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