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Passa la legge Omnibus:
maratona in aula
e tensioni in maggioranza

ANCONA - Consiglio regionale fiume per l'esame dei trentasei articoli sulle materie più diverse. Dall'interruzione di gravidanza alle vongolare, dai vitalizi ai riufiuti. Maggioranza in difficoltà e tensioni interne al Pd tra la vice presidente Casini e l'assessore al Bilancio Cesetti. Pesa l'assenza del presidente Ceriscioli sul testo proposto dalla Giunta. Opposizioni all'attacco
mercoledì 26 Aprile 2017 - Ore 21:48
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L’aula del Consiglio regionale (foto d’archivio)

 

L’approvazione della ribattezzata “legge Omnibus”, la 130 sulla semplificazione normativa proposta dalla Giunta, getta nel caos la maggioranza. Trentasei articoli sulle più disparate materie, dai criteri per le nomine delle figure apicali alla legge sull’interruzione di gravidanza, dai rilevamenti sull’inquinamento acustico alla pesca delle vongole, dai rifiuti ai vitalizi.
Un potpourri che ha tenuto l’aula inchiodata agli scranni per quasi dieci ore, tra botta e risposta, anche interni alla maggioranza, sospensioni e commissioni riunite al volo. Legge omnibus approvata, ma la seduta si chiude alle 20.30 per mancanza di numero legale sulla discussione della proposta di legge successiva sul sostegno e la valorizzazione della cultura e tradizione motoristica della Regione Marche.

DUE ORE DI RITARDO AL VIA AI LAVORI

Si parte con il piede sbagliato con oltre due ore di ritardo sul programma dei lavori del Consiglio, in attesa della conclusione della commissione capigruppo, e l’assenza del presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Ritardo ed assenza che accendono la «sdegnata protesta» del capogruppo M5S Gianni Maggi per «l’insipienza della maggioranza e soprattutto dell’operato del Pd per il ritardo nell’avvio dei lavori e per la mancanza di rispetto nei confronti degli altri consiglieri». Proteste anche da parte di Piero Celani (Fi) che ha chiesto informazioni precise e tempestive sull’ordine dei lavori e Sandro Zaffiri (Lega Nord) che afferma: «questa maggioranza ha difficoltà oggettive». Ed è solo l’inizio. «Più che di una legge sulla semplificazione è evidente questa è una legge con cui si cerca di strappare prerogative e competenze al Consiglio per trasferirle alla Giunta regionale. Un colpo mortale alla democrazia» le parole della relatrice di minoranza Jessica Marcozzi.

PRIME TENSIONI SULLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ

È l’articolo 5 bis, in particolare il comma 2 relativo alla commissione Pari opportunità, ad innervosire il Pd. La norma introduce la possibilità per le componenti dell’autorità di garanzia del Consiglio che sono dipendenti pubbliche o private di usufruire di un monte mensile di 16 ore di permesso lavorativo. «Provvedimento che non può essere limitato solo alla commissione Pari opportunità – scatta la vice presidente della Regione Anna Casini –. Una simile misura introdurrebbe un elemento di disparità con i componenti di altri organismi, senza contare che i membri della commissione sono stati nominati e si sono candidati mettendo a disposizione il loro tempo». La sponda alla vice presidente arriva dalla consigliera Romina Pergolesi (M5S) che propone un emendamento per l’abolizione del comma 2. Emendamento respinto ed articolo approvato a maggioranza, senza il voto di Casini.

I BOTTA E RISPOSTA SULL’APPLICAZIONE DELLA 194
Altro momento di tensione all’emendamento della consigliera Pergolesi all’articolo 8 bis, in riferimento alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, l’emendamento che prevede l’aggiornamento per il personale medico non obiettore, “vigilando che la partecipazione alle attività previste non costituisca pregiudizio alla carriera e alla crescita professionale medica”. Emendamento respinto, tra i botta e risposta dei consiglieri Luca Marconi (Udc), Gianni Maggi (M5S): «la 194 nelle Marche non viene applicata perché aumenta il numero dei medici obiettori perché a chi pratica l’aborto viene ostacolata la carriera», Fabrizio Volpini (Pd): «occorre estendere la possibilità di utilizzo della pillola Ru486, metodo meno invasivo» e Gianluca Busilacchi (Pd). «Io sono contrario alla 194 perché sono contrario all’obiezione di coscienza perché i medici sono pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni e credo che debbano far applicare la legge, ma non è questo il momento di entrare nel merito della 194» le parole del capogruppo democrat.

LA PROROGA SULLE VONGOLARE ED IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ SUI VITALIZI
All’interno della maxi legge anche la questione vongolare, inserita d’urgenza. Un subemendamento del consigliere Francesco Giacinti (Pd) a un emendamento dei consiglieri Piero Celani (Fi) e Gino Traversini (Pd) prevede la proroga di due mesi (al 30 giugno 2017) dell’attuale situazione. Celani e Traversini avevano proposto una proroga di tre mesi. Altra questione: le trattenute quale contributo di solidarietà sui vitalizi che vede di nuovo contrapposti alcuni esponenti di maggioranza. Il consigliere Maggi propone di prorogare la scadenza del prelievo, prevista alla fine di maggio 2017, fino al 31 maggio 2020. Contraria la vice presidente Casini (Pd). Favorevole l’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti (Pd) «una misura che consente un risparmio all’ente regionale» e l’assessore Moreno Pieroni (Psi), come anche i consiglieri Volpini, Bisonni, Pergolesi, Giancarli, Urbinati e Busilacchi.

LA CRITICA AL METODO LEGGE OMNIBUS

Proprio il capogruppo democrat a conclusione della discussione ha criticato la forma della legge omnibus, annunciando al presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, l’invio di una lettera formale all’ufficio di presidenza di Consiglio e Giunta affinché «non si ripropongano in futuro situazioni come quella di oggi. Il metodo omnibus è sbagliato – prosegue il capogruppo – perché non consente di discutere in maniera approfondita ed adeguata i diversi e molteplici temi affrontati dal provvedimento. Quest’oggi abbiamo toccato molte materie:  dall’interruzione di gravidanza ai vitalizi, tutte questioni che avrebbero avuto bisogno di una discussione a sé». La proposta del capogruppo democart Busilacchi è stata accolta da tutti i gruppi consiliari. Le opposizioni del Centrodestra (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia) erano già andate all’attacco definendo la legge «un vero e proprio atto di arroganza di questa Giunta regionale, che ha visto l’assenza del suo presidente Ceriscioli proprio nella seduta d’esame oltre l’assenza strategica di vari assessori e alle accese polemiche tra l’assessore Casini e l’assessore Cesetti».

Al termine di una maratona di quasi dieci ore, l’atto nel suo complesso è approvato con 17 voti favorevoli e 10 contrari.

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