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Imprenditore protesta
per l’hotel incompiuto
“Datelo agli sfollati”

FABRIANO - Da questa mattina il costruttore Luciano Stopponi manifesta davanti all'Agorà, albergo abbandonato da cinque anni. Chiede di destinarlo ai terremotati, agli universitari e agli anziani bisognosi. Il sindaco di Matelica Delpriori: "Pieno sostegno, abbiamo già avanzato la proposta, ma il Comune non ha potere di decidere"
giovedì 4 Maggio 2017 - Ore 16:52
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La protesta di Luciano Stopponi

di Monia Orazi

Nuova protesta ad oltranza dell’imprenditore fabrianese Luciano Stopponi davanti all’Agorà, l’hotel incompiuto da lui costruito, da cinque anni in completo abbandono, che lo vede in un contenzioso con la banca Carifac, al momento proprietaria dell’edificio da 10 mila metri quadrati di superficie e del valore di 12 milioni di euro. Da stamattina l’uomo staziona con uno striscione e con la sua vecchia Panda bianca, davanti all’ingresso della struttura nella zona industriale di Matelica. “Chiedo alle autorità di far diventare l’Agorà un centro per ospitare gli sfollati, gli studenti universitari e gli anziani bisognosi – spiega Stopponi – le camere sono tutte completate, potrebbero trovare qui una nuova casa oltre quattrocento persone. Non me ne andrò fino a quando non mi ascolteranno e sino a quando non sarà trovata una soluzione”. Spiega l’imprenditore: “Ho detto al sindaco Alessandro Delpriori ed al vescovo di Fabriano Matelica monsignor Stefano Russo che sarei venuto qui, chiedo alla Protezione civile ed alle istituzioni di dare una soluzione a questa vicenda, la crisi economica ed il terremoto hanno reso molte persone bisognose di una nuova casa, l’Agorà è pronto, basterebbe poco, io sono pronto a rinunciare alla mia parte di proprietà, se la banca fa un passo indietro, anche perchè sarà difficile che si riesca a vendere una struttura che vale dodici milioni di euro, specie in un momento come questo”, spiega Stopponi.

La vicenda è in mano al tribunale, con una causa in corso per cui la soluzione della vicenda deve tenere conto dell’aspetto giudiziario che ancora non si è concluso. Spiega il sindaco di Matelica Alessandro Delpriori: “A Luciano Stopponi esprimo la mia piena solidarietà e quella di tutta l’amministrazione comunale, capisco la sua situazione umana, in merito a quell’area c’è una progettazione in corso, noi abbiamo già avanzato questa proposta alla Protezione civile ed all’ufficio ricostruzione, dicendo che mettiamo a disposizione quell’area per ospitare sfollati e studenti che non hanno una sistemazione. Si deve considerare che la zona non è di proprietà comunale ed in materia il Comune non ha potestà decisionale. Abbiamo fatto più di un incontro e confermo che c’è una progettazione in essere, noi daremo a Stopponi tutto l’appoggio possibile e lo stesso al curatore fallimentare che ha in mano tutta la gestione di questa complessa vicenda. Ci auguriamo che su questo tema si giunga ad una soluzione che possa dare sollievo alle gravi preoccupazioni di Stopponi”. Stopponi ha affidato ad una nota il suo progetto “Comunità Agorà”.

Alessandro Delpriori, sindaco di Matelica

“Il Comune di Matelica e la Protezione Civile hanno già pubblicamente espresso la necessità di una sistemazione idonea e stabile per le famiglie terremotate e degli studenti universitari della città e del comprensorio e che per tale necessità hanno individuato il complesso Hotel Agorà – da molti anni abbandonato e negletto – ma, stando alle ultime notizie, il tribunale fallimentare ha chiesto una cifra rilevante che sommata alla spesa di ripristino e completamento ha fatto desistere nella proposta. Da sempre ho contestato le ragioni e i motivi che hanno determinato l’anomalo fallimento della società Canfaito. Propongo per questo una soluzione che consentirebbe al Comune di poter adempiere ai suoi doveri, alla banca di sanare un contenzioso disumano a beneficio di tanti cittadini che per una serie infinite di difficoltà – oltre a quelle del terremoto – si trovano nelle condizioni di un poter risolvere al meglio le condizioni di una vita serena, dignitosa che non può prescindere dalle condizioni minime di un alloggio, dei pasti regolari,e di un supporto sociale, medico, sanitario adeguato e soddisfacente”. Conclude la nota: “Il tutto in un sistema moderno e avanzato di un perfetto e collaudato  “social housing”. Con il semplice pagamento di un modesto canone mensile  (che comprende qualsiasi utenza, tasse, ecc) di trecento, quattrocento euro, il socio residente potrà usufruire a suo piacimento di tutti o in parte i servizi autogestiti potrà seguitare a vivere con serenità e dignità  anche in questo martoriato e disastrato territorio e il Comune di Matelica potrà vantare di aver creato, primo in Europa, un serio villaggio di comunità in uno stabile ad altissimo contenuto energetico, tecnologico, sismico e sociale”.

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