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Aiuti all’affitto fermi da un anno
La Regione blocca 3 milioni di euro
per gli inquilini

ANCONA – Cgil, Cisl e Uil denunciano: “Il Piano casa regionale è un fallimento”. Contributi congelati dal 2016, appena 20 alloggi venduti, sparito il social housing
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“Incapacità di gestire o di mancanza di volontà politica. Quel che è certo è che questa amministrazione regionale non è stata capace di utilizzare e spendere gran parte dei fondi del Piano Casa ancora a disposizione”. Cgil, Cisl e Uil denunciano con forza il Piano casa approvato dalla Regione lo scorso gennaio. Tra i disservizi prodotti nelle politiche per la casa c’è il blocco dei contributi agli affitti. “Ancora non sono stati liquidati i contributi dello scorso anno per il sostegno alla morosità incolpevole” rivelano i sindacati degli inquilini Sunia – Cgil, Sicet – Cisl e Uniat – Uil. Ogni anno dalla Regione vengono stanziati gli aiuti al pagamento degli affitti, che vengono poi assegnati dai Comuni, integrati con finanziamenti dai bilanci comunali e quindi distribuiti in base al reddito degli inquilini. Il nuovo bando è stato approvato dalla Regione a gennaio, ma dei pagamenti dei contributi l’ultima traccia è del 2015. Così restano bloccati quasi 3 milioni di euro di aiuti. “Ad oggi nessun Comune si è mosso, anche perché dalla Regione non sono ancora stati liquidati i contributi dello scorso anno, e così l’intera procedura si è inceppata – scrivono i sindacati -. Il che è ancora più grave se si considera che quest’anno dovranno essere ripartiti, oltre ai fondi stanziati per il 2017, i fondi non utilizzati negli anni precedenti, che da soli ammontano a 2 milioni 750mila euro, cui aggiungere 200mila euro stanziati dalla Regione stessa per ciascuno degli anni 2016 e 2017. Ma ad oggi, sono stati erogati appena 71mila euro quale integrazione per gli anni 2014 e 2015”. Nessuna traccia anche delle Agenzie per la Locazione provinciali, che avrebbero dovuto favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggi a canone moderato. “Non hanno mai visto la luce, e aleggiano ancora in un limbo dal quale probabilmente non usciranno mai” contestano i sindacati. Fallita anche la cessione degli alloggi popolari agli inquilini. Così la Regione contava di dismettere oltre 3.000 alloggi di proprietà dell’Erap per raccogliere risorse per 30 milioni da spendere in nuovi cantieri. “Ad oltre due anni di distanza, l’Erap avrebbe concluso la cessione di soli 20 alloggi e si appresterebbe a farlo con altri 36, per un introito presumibile di poco più di 3 milioni di euro: la montagna ha partorito il topolino” denunciano le sigle Sunia, Sicet e Uniat. “Gli altri pezzi forti del piano erano la ricerca di un partenariato per il social housing, mai decollato, tanto che nell’aggiornamento del Piano deliberato 4 mesi fa non se ne fa più cenno, e il sostegno al rent to buy per agevolare l’acquisto della prima casa: anche questo provvedimento si è rivelato un buco nell’acqua. I bandi di concorso emanati fra il 2015 e il 2016 hanno portato alla presentazione di 10 richieste in tutta la regione, di cui solo 5 ammissibili per una spesa di 130mila euro, e nonostante questo la Regione torna a proporre l’erogazione di buoni casa per incentivare l’acquisto. Evidentemente, chi una casa non ce l’ha e non riesce né a comperarla né a pagarne l’affitto non rientra tra le priorità di questa Regione”. Infine, i sindacati attaccano sui contributi per l’autonoma sistemazione erogati agli sfollati del terremoto. “Anche in occasione della tragedia del terremoto, la Regione Marche non sta brillando per efficienza: nonostante l’allarme lanciato da più parti, compresi i sindacati degli inquilini, il contributo per l’autonoma sistemazione continua spesso a finire nelle tasche di speculatori che affittano a canoni fuori da ogni logica; e le tanto decantate casette, che pure tardano ad arrivare, alla fine costeranno più degli immobili (certamente più utili e duraturi) che il più recente decreto sul sisma consentirebbe alle regioni di acquistare per affrontare l’emergenza”.

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