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Carlo Pinto nuovo capo della Mobile:
“Vengo dalla strada, onorerò la mia città”

ANCONA - Da 30 anni è in polizia ed è il primo dirigente anconetano a ricoprire questo ruolo. Da oggi prende il posto di Virgilio Russo, passato alla squadra mobile di Perugia. "Ho iniziato al corpo di guardia, non ho mai fatto ore di ufficio". Tra le operazioni più brillanti quella della cattura di Filippo De Cristofaro, il killer del catamarano
lunedì 8 Maggio 2017 - Ore 14:51
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Il questore Oreste Capocasa stringe la mano al nuovo capo della squadra mobile Carlo Pinto

 

Carlo Pinto

 

di Marina Verdenelli

E’ in polizia da 30 anni e sarà il primo anconetano a capo della squadra mobile dorica. Passa da vice a dirigente Carlo Pinto, 50 anni compiuti sabato, vice questore aggiunto ed agente di punta della questura di Ancona. Da oggi prende il posto di Virgilio Russo, passato alla squadra mobile di Perugia. Su di lui hanno creduto l’attuale questore Oreste Capocasa e il capo nazionale della polizia Franco Gabrielli che ha firmato la nomina. Dietro c’è tutto l’appoggio dei reparti dove Pinto ha lavorato nella sua lunga carriera iniziata a 19 anni, nel 1987, come agente ausiliario, il ruolo riservato a quei giovani che intendevano assolvere agli obblighi di leva nella polizia. «Stavo al corpo di guardia proprio in questura ad Ancona – commenta Pinto – lì ho iniziato. Sono onorato di questo incarico prestigioso nella mia città, quella dove sono cresciuto. Vengo dalla strada, non ho mai fatto ore di ufficio». Gli ultimi sette anni li ha passato alla mobile come vice. Sempre in prima linea nella lotta al traffico di droga, furti, rapine, fino alla gloriosa cattura nel maggio dello scorso anno di Filippo De Cristofaro, “Pippo”, il Rambo dei mari accusato dell’omicidio della skipper pesarese Annarita Curina, nel lontano 1998. Dopo la cattura della squadra mobile di Ancona, in Portogallo, De Cristofaro è stato rimesso in libertà per i termine di custodia cautelare ma ha ancora un conto in sospeso con la giustizia italiana che ne aveva chiesto l’estradizione. Tutt’oggi è ricercato. «Quello è un caso che non abbiamo mai abbandonato – dice Pinto – Pippo è tuttora latitante». Il lavoro del nuovo capo della mobile proseguirà sulla strada già intrapresa. «Prostituzione, clandestini, furti e droga – continua Pinto – saranno i punti principali dell’attività, soprattutto sul fronte del traffico di stupefacenti che ci ha portato a brillanti sequestri. Una realtà che riguarda sempre di più le fasce giovanili».

Franco Pechini, vice capo delle Volanti con il questore Capocasa e il nuovo capo della Mobile Carlo Pinto

Soddisfatto il questore. «Meritava questo ruolo – dice Capocasa – è capace e credo che continuerà a portare successi investigativi fino ad ora raggiunti e anche di più». Con la nomina di Pinto a capo della Mobile rimarrà scoperto il ruolo da vice che lui lascia. «Se pensa a qualcuno al mio fianco – sottolinea Pinto – penso a Franco Pechini (attualmente vice capo alle Volanti, ndr), mio mentore quando sono entrato, agli inizi». 

Da agente ausiliaro Pinto viene assegnato a Senigallia e, successivamente, all’ufficio scorte della questura di Bologna fino al 1990, anno in cui inizia a prestare servizio alla Questura di Ancona, nelle Volanti. Si laurea in Giurisprudenza e supera il concorso per la qualifica di commissario. A Roma frequenza il corso di formazione alla scuola superiore della polizia. Al termine del corso viene assegnato al reparto Mobile di Torino poi a quello di Firenze e, successivamente, nel 2008, a quello di Senigallia. Nel 2010 viene nominato dirigente della sezione criminalità organizzata e catturandi di Ancona, rivestendo anche l’incarico di vice capo della squadra mobile. Da allora ha coordinato numerose indagini di polizia giudiziaria al fianco di due dirigenti che si sono susseguiti, Giorgio Di Munno e Virgilio Russo. Tra i servizi di maggior rilievo a cui ha partecipato quello della visita del presidente degli Stati Uniti a Roma, il papa ad Ancona, Loreto e Genova, i servizi di soccorso pubblico prestati alla popolazione de L’Aquila a seguito del terremoto dell’aprile 2009, quelli di scorta e ordine pubblico in occasione del G8 a L’Aquila sempre nel 2009, i servizi a Torino per la Tav, le operazioni per il sisma che ha colpito il centro Italia il 24 agosto 2016. Diverse anche le onorificenze ricevute: medaglia d’argento al merito di servizio e croce di bronzo per anzianità di servizio, attestato di pubblica benemerenza a testimonianza dell’opera e dell’impegno prestati nello svolgimento di attività connesse ad eventi della Protezione civile, attesto di lungo impiego nei servizi di tutela dell’ordine pubblico.

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