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Che fine ha fatto il lago di Pilato?
Sos al Parco dei Sibillini

TRASFORMAZIONI - Gli "occhiali" del bacino sono asciutti. A lanciare l'allarme l'ingegnere di Chiaravalle Gianluca Vignaroli, dopo un'escursione. Preoccupazione e sconcerto tra appassionati e amanti della montagna che temono che il terremoto ne abbia causato la scomparsa . Il geologo di Unicam Farabollini: "Una colata detritica potrebbe averli mascherati ma l'acqua c'è"
martedì 16 maggio 2017 - Ore 16:36
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Il lago di Pilato in una foto scattata il 14 maggio da Gianluca Vignaroli

di Alessandra Pierini

Il lago di Pilato è asciutto. C’è preoccupazione tra escursionisti, appassionati di montagna e tra tutti coloro che amano i magici luoghi della Sibilla. A lanciare l’allarme Gianluca Vignaroli, ingegnere di Chiaravalle, dopo un’escursione fatta domenica con due compagni di viaggio al termine della quale ha trovato la triste sorpresa: gli “occhiali” che compongono il lago sono asciutti. Il suo post su Facebook, nella sua pagina “Avventure di montagna” ha raccolto opinioni, preoccupazioni e sconcerto di molti che temono che il terremoto ne abbia causato la scomparsa. Il geologo Piero Farabollini, docente Unicam, rassicura: «Credo che siano coperti da una colata detritica dovuta al terremoto, penso che il rischio essiccazione sia molto lontano però è vero che se nei prossimi mesi non ci saranno precipitazioni, potrebbe accadere», spiega a Cronache Maceratesi.

Il lago di Pilato in una foto del 28 giugno 2015

Gianluca Vignaroli racconta che domenica, lui e i suoi amici, dopo aver toccato 10 vette sopra i 2mila metri (Monte Argentella, Quarto San Lorenzo, Cima dell’Osservatorio, Cima del Redentore, il Pizzo del Diavolo, Cima del Lago, Punta di Prato Pulito, Monte Vettore, Monte Torrone e Sasso d’André) sono arrivati al Lago di Pilato e hanno trovato una triste sorpresa. L’acqua del lago non c’era nonostante la neve si fosse ormai sciolta.

Il lago visto dall’altro versante in una foto dello scorso anno

«La neve ormai se ne è andata e alcune vette sono devastate, Pizzo del Diavolo sembra esploso. Poi siamo arrivati al lago – racconta Vignaroli – per un’analisi corretta ho aspettato il disgelo, ovviamente con la neve è impossibile vedere cosa è accaduto sotto il suo manto, e quello che ho visto mi ha lasciato parecchio sconcertato». L’ingegnere ha anche pubblicato due foto scattate quasi dallo stesso punto, a distanza di circa due anni l’una rispetto all’altra: la prima è del 28 giugno 2015; la seconda è del 14 maggio 2017. Poi ce n’è un’altra, del 4 giugno 2016, stavolta effettuata dalla riva orientale del Lago.
«Quello che ci siamo lasciati alle spalle – prosegue –  è stato un inverno parecchio nevoso e mi sarei aspettato di trovare molta più neve e acqua negli invasi che ospitano il lago ed invece niente.
Non voglio creare falsi allarmismi, non voglio assumere il ruolo di una novella Cassandra ma la paura che provo è troppo forte: il mio timore è che le forti scosse che hanno devastato le vette della cresta del Redentore abbiano modificato il sistema di falde acquifere posizionate sotto il lago».

Più ottimista il geologo Farabollini che è salito l’ultima volta il 22 novembre, subito dopo le terribili scosse di ottobre: «Credo che una colata detritica di materiale, caduto dal versante che costituisce l’anfiteatro del lago, abbia mascherato le due lenti. Non credo che l’acqua non ci sia, è più probabile che non sia arrivata in superficie e sia rimasta sotto i detriti. Questo comunque consentirebbe di mantenere l’ambiente biotico e faunistico e consentirebbe di vivere anche al noto chirocefalo del Marchesoni».
Farabollini ipotizza anche che possano esserci delle lenti di ghiaccio mascherate dai detriti: «La conformazione del lago è tale che comporta variazioni importanti. Anche 6 o 7 anni fa erano quasi scomparsi in superficie ma in realtà l’acqua c’era ed è quello che conta. E’ vero che andiamo verso mesi di scarse precipitazioni e questo potrebbe incidere negativamente».
Insomma, non si può che attendere che la natura, che negli ultimi mesi più che mai, si è mostrata in tutta la sua terribile potenza, faccia il suo corso.

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