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Marche e Umbria ripercorrono
la via Clementina:
tredici Comuni firmano il patto

ANCONA – Siglato il protocollo d’intesa tra le città delle due Regioni e l’Autorità portuale per riscoprire e rivalutare il percorso che unisce lo scalo a Nocera Umbra, voluto da Papa Clemente XII
martedì 16 Maggio 2017 - Ore 18:15
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Piazza del Papa, con l’imponente statua di Clemente XII

 

Marche e Umbria si incamminano insieme, lungo la riscoperta della via Clementina. Primo passo del progetto interregionale che collega 13 comuni al porto di Ancona, firmato il protocollo di intesa per la valorizzazione del territorio ricco di arte e natura, attraversato e unito dalla strada del Papa Re. E’ il valore della via Clementina, il percorso che da Nocera Umbra conduce al porto di Ancona, scoprendo un territorio suggestivo e di grande interesse naturalistico, storico e religioso, caratterizzato da cittadine ricche di arte, zone verdi e boschive, corsi d’acqua e sorgenti, che rappresentano i luoghi di eccellenza di Umbria e Marche e della Valle dell’Esino, fino al mare Adriatico. La firma, simbolicamente, si è tenuta nella sede dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale. Oltre al presidente dell’Autorità, Rodolfo Giampieri, l’assessore alla cultura del Comune di Ancona, Paolo Marasca, i sindaci e gli assessori dei 13 Comuni interessati. Il progetto nasce dall’idea di studiosi e ricercatori locali, raccolti nel Laboratorio Via Clementina e Centro Sociale il Faro, uniti dall’interesse per lo sviluppo e la maggiore conoscenza di un segmento centrale del territorio, quello tra l’Appennino e il mare, ricco di potenzialità turistiche, ma poco valorizzato come sistema integrato. L’accordo impegna quindi le città ad organizzare eventi, promuovere e far conoscere il territorio unito dalla via Clementina. Il percorso non può che concludersi nel porto di Ancona, dove sin dal 1733 la via Clementina, fatta sistemare appositamente da papa Clemente XII veicolava merci, persone e acque potabili che avrebbero poi proseguito il loro viaggio verso Est, oltre l’Adriatico. Si deve all’intraprendenza di questo pontefice aver dato vita a un’importante e strategica arteria infrastrutturale di comunicazione del centro Italia, che secondo le intenzioni originarie avrebbe dovuto collegare il porto di Civitavecchia sul Tirreno con quello di Ancona reso, nel frattempo, “porto franco”.

La firma del protocollo d’intesa

Il pontefice chiamò poi Luigi Vanvitelli a progettare ed eseguire lavori di ampliamento, impegno assolto con grande efficacia dal celebre architetto. Vanvitelli prolungò infatti il molo costruito dall’Imperatore Traiano e realizzò a lato sud una grande isola artificiale pentagonale sulla quale costruì il nuovo Lazzaretto, la Mole Vanvitelliana, sin da allora una vera e propria struttura polifunzionale. Il progetto Via Clementina si ispira propriamente a questa grande idea di connessione e polifunzionalità del territorio. Investimenti e visione della città capoluogo delle Marche che ancora oggi porta il segno di Clemente XII: la sua statua orna la più bella piazza cittadina, piazza del Plebiscito, e l’Arco Clementino del porto storico rivaleggia con l’Arco di Traiano. L’accordo dunque è stato siglato da Ancona, Falconara, Chiaravalle, Jesi, Serra San Quirico, Genga, Sassoferrato, Matelica, Fabriano, Fossato di Vico, Sigillo, Gualdo Tadino e Nocera Umbra.

Da sinitra: il sindaco di Gualdo, Massimiliano Presciutti, il presidente Ap Rodolfo Giampieri, l’assessore alla cultura di Ancona Paolo Marasca, il sindaco di Nocera Umbra Giovanni Bontempi

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