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La via marchigiana al reddito minimo:
arriva la legge per
il sostegno all’inserimento lavorativo

OCCUPAZIONE - I gruppi di maggioranza in Consiglio regionale illustrano le nuove misure che prevedranno un contributo economico ai disoccupati condizionato ad un percorso di formazione attiva. Busilacchi Pd: "Una misura concreta di contrasto alla povertà, complementare ai decreti nazionali". Opposizione all'attacco con Zaffiri: "Un'altra perdita di tempo che non risolve i problemi"
martedì 13 Giugno 2017 - Ore 21:04
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da sinistra il capogruppo Udc, Luca Marconi, quello del Pd, Gianluca Busilacchi, quello di Uniti per le Marche Boris Rapa e l’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti

 

Una misura per sostenere il reddito familiare e che contemporaneamente agisca sull’occupazione e la rimozione degli ostacoli, anche di tipo sociale, che impediscono l’ingresso o il ritorno al mondo del lavoro. È la proposta di legge sul “Sostegno all’inserimento lavorativo e interventi per l’occupabilità (Sil)” presentata dai gruppi consiliari di maggioranza, Pd, Popolari Marche-Udc e Uniti per le Marche. La via marchigiana al reddito minimo, tema in agenda del Governo nazionale. Una proposta nata dall’analisi del contesto nazionale e regionale che vede nelle Marche un aumento del numero di disoccupati – pari a 73.526 nel 2016, 4.491 in più rispetto all’anno precedente – nonché della povertà che si concentra sempre più nelle fasce più giovani della popolazione.

LE MISURE INTRODOTTE DALLA PROPOSTA DI LEGGE
A chi si rivolgono gli interventi e quali le misure introdotte dal Sil? Il destinatario degli interventi della pdl è la famiglia, anche unipersonale, in cui sia presente almeno un componente disoccupato, residente in regione, di età compresa tra i 30 ed i 54 anni con un Isee non superiore ai 6 mila euro e che non percepisca già la Naspi o l’assegno di disoccupazione. La domanda di accesso alle misure deve essere fatta nei Ciof territoriali nei quali sarà operativo uno sportello Sil. Il contributo che sarà erogato sarà pari alla differenza tra la soglia di accesso dei 6 mila euro Isee e l’Isee effettivo della famiglia. Con un esempio: se l’Isee del nucleo familiare è pari a 4 mila euro, il contributo sarà di 2 mila euro, per un periodo massimo di 12 mesi allo scadere dei quali la domanda di accesso al Sil dovrà essere riformulata.
Il contributo è condizionato alla ricerca attiva di lavoro che avviene tramite Ciof, mediante azioni tese a valorizzare le professionalità e le competenze della persona disoccupata del nucleo familiare. Nel caso siano presenti problemi di natura sociale, ad intervenire sarà il competente ambito sociale che avvierà un percorso di superamento del disagio e di conseguente accompagnamento nel mondo del lavoro. La legge sarà finanziata per il 2018 con un fondo di 5 milioni impiegando anche le risorse europee Por Fse 2014/2020.

I COMMENTI E LE REAZIONI
«Si tratta di una proposta di legge che, in linea con le scelte fatte a livello nazionale, dà risposte serie in tema di sostegno al reddito non in chiave assistenziale, ma condizionato alla ricerca di lavoro e che agisce, dunque, alla radice delle cause che generano difficoltà economiche – le parole del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Gianluca Busilacchi –. Uno strumento concreto di contrasto alla povertà che rende la Regione Marche protagonista a livello nazionale perché la pdl è complementare alle disposizioni del Rei, che pone criteri di accesso al contributo più stringenti sia in termini di età sia della composizione del nucleo familiare». Punta l’attenzione sull’efficacia che avrà la legge il presidente del Gruppo consiliare Popolari Marche-Udc, Luca Marconi. «Rispetto ai tanti rivoli presenti ad oggi in tema di sostegno al reddito, alla famiglia ed al lavoro, la proposta di legge introduce un criterio unitario e concentra le risorse su un unico obiettivo che è l’unico che consente alla famiglia di avere un sostegno vero, ovvero il lavoro. Altro aspetto fondamentale – aggiunge – è proprio il soggetto da sostenere a cui la proposta si rivolge, ovvero l’intero nucleo familiare». «Questa proposta di legge – sottolinea il capogruppo Uniti per le Marche, Boris Rapa – è una risposta concreta al difficile periodo che sta attraversando il Paese e la nostra regione. Il lavoro deve essere uno degli obiettivi prioritari da tutelare, per dare una prospettiva ai non occupati con particolare riferimento al mondo dei giovani».
Una proposta di legge che prevede specifiche dotazioni di bilancio che verranno individuate dall’assessore alle Finanze Fabrizio Cesetti che ha commentato: «Mi sento impegnato e responsabile, consapevole che le politiche di bilancio dovranno riguardare anche questa misura che non è solo assistenziale, ma crea opportunità di lavoro. Siamo convinti che attorno al lavoro, prima ancora che intorno al reddito, si dispieghino i diritti fondamentali della famiglia e della nostra Costituzione».
L’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, ha rimarcato la capacità della proposta di legge di integrare il lavoro tra i vari assessorati che sono impegnati a rispondere al fabbisogno dei cittadini. «La proposta consente di riordinare ed avere una visione completa delle politiche messe in atto dalla Regione per ridurre le fasce di povertà, evitando che si verifichino interventi doppi o che sfuggano alcuni casi».

Appena presentata, la pdl ha scatenato immediatamente la reazione del consigliere della Lega Nord, Sandro Zaffiri. «Ho letto la proposta di legge e vi dico: lasciate perdere. Non ci fate perdere tempo. Non prendete in giro chi si aspetta politiche immediate, concrete, fattive. Proposte e chiamate di lavoro da centri per l’impiego rinnovati ed efficienti. Borse lavoro per giovani diplomati e laureati. Incentivi fiscali alle imprese tartassate. Mi chiedo con questi criteri chi potrà accedere a queste misure».

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