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San Gregorio riaprirà come
biblioteca della Soprintendenza

ANCONA - Il recupero slitta al 2018, resta il nodo del sagrato dopo la scoperta dei resti di un ingresso all’anfiteatro romano. Intanto è “vacante” la sede del Segretariato regionale Mibact: Giorgia Muratori è stata trasferita a Firenze
mercoledì 14 Giugno 2017 - Ore 13:52
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La chiesa di San Gregorio Armeno

 

di Giampaolo Milzi

E’ un conto alla rovescia infinito, quello per la riapertura al pubblico della chiesa di San Bartolomeo-San Gregorio Armeno. Chiuso definitivamente nel 1972 perché devastato dal terremoto (per lo stesso motivo tre anni dopo furono demoliti i resti dell’attiguo convento), l’elegante edificio di culto, d’impianto architettonico cinquecentesco-settecentesco, che si affaccia su via Birarelli è stato alleggerito dalle impalcature del cantiere per la sua ristrutturazione già dal 2014-2015, dopo lavori a singhiozzo negli anni ’80, ’90 e inizio 2000. S’era ipotizzata una sua re-inaugurazione prima alla fine del 2015, poi entro il 2016. In realtà, forse, “il taglio del nastro potrà avvenire nel dicembre di quest’anno”, ha detto recentemente con scarsa convinzione il dirigente della nuova Soprintendenza unica per le Marche, Carlo Birrozzi. Perché? Bibliche lungaggini burocratiche a parte, l’ulteriore rinvio va addebitato ad una scoperta avvenuta oltre un paio d’anni fa proprio mentre venivano effettuati alcuni saggi nella zona del sagrato antistante la chiesa (anticamente un bellissimo giardino in stile armeno, oggi ridotto a un cumulo di erbacce e detriti edili): uno, due sopralluoghi, e i funzionari della Soprintendenza hanno ritrovato e studiato importanti tracce di un ulteriore e fino ad allora sconosciuto portale d’acceso all’Anfiteatro Romano (fine I sec. a.C – inizi I sec. d.C.), su parte del quale fu eretta la chiesa nel 1522 e la cui parte ricavata dagli scavi si estende immediatamente contigua alla sua sinistra. Ne scaturì un dibattito-confronto fra i vertici delle istituzioni competenti: la dott.ssa Giorgia Muratori, insediatasi nel marzo 2015 a capo del Segretariato regionale del ministero Beni e attività culturali e del Turismo (Mibact), l’allora soprintendente all’Archeologia Mario Pagano e poi, dall’estate scorsa, il suo successore (dopo l’unificazione della Soprintendenza Archeologia con quella ai Beni culturali e al paesaggio) Carlo Birrozzi.

L’interno della chiesa di San Gregorio

Due anni di discussioni che non hanno portato a nulla di concreto, ma solo ad ipotesi. Frattanto dal 1 giugno scorso la dott.ssa Muratori è stata trasferita a Firenze alla guida del Segretariato Mibact della Toscana. Ma prima di lasciare Ancona, ha ribadito quella che secondo lei è la soluzione migliore per i lavori del sagrato: “Il sagrato, di questa chiesa che andrebbe al più presto restituita agli anconetani, andrebbe risistemato in modo da consentire ai visitatori che lo attraversano di ammirare i resti sottostanti del portale romano dell’anfiteatro (alcune significative tracce di fondamenta e di muratura, ndr.)”. Una soluzione tecnicamente possibile tramite la predisposizione di un tratto pavimentale “a vetrata rinforzata” o di una botola, che consentirebbe di osservare i bimillenari reperti. Molto più aleatoria la posizione espressa dal capo della nuova Soprintendenza unica delle Marche, Birrozzi, la settimana scorsa: “Stiamo ancora verificando e studiando il da farsi, non è esclusa l’ipotesi che la nuova pavimentazione del sagrato occulti le testimonianze del nuovo ingresso all’anfiteatro venute alla luce. A dicembre avremo deciso”. Da qui, volendo essere realistici, occorrerà aspettare il 2018 perché cittadini e turisti possano entrare nella chiesa ed ammirarne gli interni, frutto di una risistemazione generale nel 1760 ad opera dell’architetto Francesco Maria Ciarrafoni: la volta a botte, la navata unica con l’altare maggiore, i quattro altari laterali in nicchie formate da arcate inquadrate da colonne, la zona absidale dove spiccano gli stucchi, con una rappresentazione di “angeli in gloria”, attribuibili alla scuola del Varlé. Il 2018, forse la fine del 2018 – il condizionale sui tempi è assolutamente d’obbligo – potrebbe essere anche l’anno del concretizzarsi di una notizia fino ad ora nota agli ambienti degli “addetti ai lavori”, ma mai resa pubblica, riguardante l’attesa e controversa rivoluzione logistica delle istituzioni anconetane e regionali periferiche del Mibact.

L’accesso all’anfiteatro romano rinvenuto davanti alla chiesa

Tramontata l’ipotesi di un trasferimento totale o in parte della sede in via Birarelli della ex Soprintendenza Archeologia dall’attuale chiesa con convento di Santa Maria Nuova (l’affitto è troppo caro per il Mibact), si punta a spostare le biblioteche e gli archivi documentali e fotografici di questa e dell’altra ex Soprintendenza, quella ai Beni culturali e paesaggistici di Palazzo del Senato, proprio nella nuova, sconsacrata chiesa di San Bartolomeo-San Gregorio, che sarebbe dotata anche di una sala di lettura e consultazione, e magari potrebbe essere aperta al pubblico per mostre e iniziative culturali. Il personale delle due ex Soprintendenze sarebbe invece riunito tutto a Palazzo del Senato in linea con la riforma della Soprintendenza unica. Contatti in tal senso ci sono già stati fra il Segretariato Mibact delle Marche e l’Istituto Buon Pastore (legato all’Arcidiocesi) proprietario della chiesa di San Bartolomeo-San Gregorio. La bozza di accordo: Istituto Buon Pastore e Arcidiocesi cederebbero la proprietà dell’edificio di culto al Segretariato Mibact, che non si rivarrebbe sugli stessi per incamerare i 500-600 mila euro spesi per la ristrutturazione e i restauri del citato edificio di culto ormai ex sacro. Una bozza d’accordo precisa, che razionalizzerebbe il comparto e improntata al risparmio. Già, ma come detto, anche qui è in gioco l’imponderabile fattore tempo. Un passo avanti verso il contratto immobiliare vero e proprio – e verso la scelta definitiva della soluzione tecnica concernente la questione “sagrato chiesa-resti portale anfiteatro (i lavori furono già appaltati nel 2014) – potrà avvenire solo quando ad Ancona s’insedierà il successore della dott.ssa Muratori (il ruoto temporaneo di facente funzioni è attribuito alla dott.ssa Miranda Ciarmatori) al vertice del Segretariato generale regionale, il che potrà avvenire, se dovesse andare benissimo, tra alcune settimane.

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